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TRENTO. Indagini sono state avviate dalla polizia dopo il ritrovamento di un innesco all'interno di un reparto produttivo dello stabilimento Whirlpool di Trento, interessato da un incendio nella notte fra venerdì e sabato scorso. Agenti della Digos e della polizia scientifica stanno effettuando questa mattina accertamenti per stabilire il possibile collegamento con quanto ritrovato e il rogo, che in un primo tempo era stato attribuito ad un corto circuito. Il timer, collegato ad una resistenza, è stato trovato in un reparto produttivo diverso da quello dove era scoppiato l'incendio, riferisce il questore di Trento Giorgio Iacobone.
Intanto - da quanto si apprende - la struttura non è stata posta sotto sequestro e la produzione, come annunciato ieri dalla direzione dello stabilimento, è ripresa regolarmente. Nel giugno scorso la direzione della Whirlpool aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di Trento e l'apertura della procedura di mobilità per i 468 dipendenti. Dopo trattative con la Provincia di Trento, la multinazionale aveva deciso di fissare la data di chiusura dello stabilimento a febbraio 2014.
Sulla vicenda intervengono le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil del Trentino, che nei mesi scorsi, dopo l'annuncio della chiusura dello stabilimento trentino da parte dei vertici della multinazionale americana degli elettrodomestici, avevano concluso una lunga e difficile trattativa con il varo di un piano di ricollocazione del personale e di rigenerazione produttiva dello stabilimento. I contenuti dell'accordo erano stati condivisi dai 470 lavoratori dello stabilimento di Spini con un voto pressoché unanime.
«Fim Fiom Uilm e le rsu aziendali – scrivono in una nota i sindacalisti delle tre organizzazioni dei metalmeccanici trentini Luciano Remorini, Manuela Terragnolo e Luciana Attanasio – condannano senza appello quest'atto di sabotaggio. In fabbrica la notizia di questo gesto sconsiderato è stata appresa con rabbia e sconcerto».
«L'azione di un balordo – prosegue la nota sindacale – può mettere a rischio il delicato progetto di rilancio produttivo della fabbrica di Spini che azienda, sindacati e Provincia si sono impegnati a realizzare da qui alla conclusione degli ammortizzatori sociali. Come sindacati e come rsu non permetteremo che questo accada». Per Fim Fiom e Uilm c'è infatti il pericolo che potenziali investitori perdano interesse a rilevare la storica fabbrica di frigoriferi, di fronte al protrarsi di gesti vandalici e all'aumentare della tensione in azienda.
«La magistratura farà i propri accertamenti – concludono i sindacati - ma per noi è chiarissimo fin d'ora che chi compie gesti di questa natura non attacca Whirlpool, attacca i suoi lavoratori. Provocare un incendio significa infatti, in primo luogo, mettere a rischio l'incolumità di decine e decine di lavoratrici e lavoratori ancora impegnati sulle linee produttive. Inoltre, queste azioni senza senso attaccano la comunità tutta - perché lo stabilimento appartiene alla nostra comunità - e minano le possibilità di rinascita del sito».
