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TRENTO. «Un comportamento quello tenuto da Rossi in questa vicenda che, non solo non fa bene alla politica, ma che contribuisce ad alimentare quel populismo che lui dice di voler combattere». Il centrodestra, dopo una serie di rinvii, ieri sera alle 20 ha rinunciato ad inviare un documento congiunto sulla questione, promettendolo invece per oggi. Ma, pur con qualche sfumatura, l’opposizione in Provincia è compatta nel bollare come “inopportuno” il comportamento del presidente della Provincia. Osserva Rodolfo Borga, Civica trentina, garante delle minoranze: «Aldilà della questione giudiziaria ve ne è una, altrettanto importante, che è di opportunità. Era opportuno che Rossi, allora assessore, intrattenesse rapporti con un’azienda collegata ad un società come Trento Rise, lo dico dal punto di vista politico? Guardate, non è di prammatica dire che la magistratura deve fare il proprio corso. La risposta politica c’è già ed è chiara: c’è stato un comportamento inopportuno. Non spetta certo a noi decidere il futuro di Rossi. Se fosse stato nel centrodestra non verrebbe ricandidato alla presidenza».
Giacomo Bezzi, Forza Italia in Provincia, è anche cognato del presidente: «Dal punto di vista umano mi dispiace, con Ugo siamo cresciuti assieme. Per di più io sono un garantista: Rossi, lo apprendo dai giornali, non è nemmeno indagato e su cui si sono fatti titoli eccessivi . Ma c’è l’aspetto politico e, su questo, io mi sono allontanato da lui 10 anni fa. Glielo dissi che non si sarebbe dovuto legare alla sinistra. E la vicenda di oggi è legata a quella di Trento Rise, ai soldi e alle scelte della sinistra di quegli anni. Se fosse stato nel centrodestra non sarebbe accaduto».
Walter Kaswalder, Autonomia Dinamica, è stato a lungo una delle colonne del Patt di Rossi: «La politica, nella mia visione, non è fare speculazioni su vicende di questo genere, la politica la si fa sui programmi e sulle idee. Posso solo dire che essendo stato sindaco per anni ho sempre voluto evitare di avere rapporti più che chiari con ditte ed imprese».
Claudio Cia, Agire: «Una vicenda che non fa bene alla politica. Ma c’è di più: il protagonista è quel presidente Rossi che continua a tuonare ogni giorno contro il populismo ma che sembra non rendersi conto che sono comportamenti come questi ad alimentare il populismo, a fare il gioco dei Cinquestelle».
Quasi “invocato” da Cia, chiude Filippo Degasperi M5s: «Difficile stupirsi della vicenda dato che è un archetipo del sistema trentino, dove accade che una società che concorre all’assegnazione di incarichi pubblici venga incaricata della manutenzione della casa della assessore-governatore. Semmai i dubbi riguardano la presenza di un solo indagato (se c’è un finanziatore illecito come ipotizza la procura sarebbe utile capire chi sarebbero i beneficiari dell’illecito) e il rischio che la vicenda finisca per fungere da cortina fumogena per la questione dei rapporti tra Deloitte, società varie e Provincia».(g.t.)
Giacomo Bezzi, Forza Italia in Provincia, è anche cognato del presidente: «Dal punto di vista umano mi dispiace, con Ugo siamo cresciuti assieme. Per di più io sono un garantista: Rossi, lo apprendo dai giornali, non è nemmeno indagato e su cui si sono fatti titoli eccessivi . Ma c’è l’aspetto politico e, su questo, io mi sono allontanato da lui 10 anni fa. Glielo dissi che non si sarebbe dovuto legare alla sinistra. E la vicenda di oggi è legata a quella di Trento Rise, ai soldi e alle scelte della sinistra di quegli anni. Se fosse stato nel centrodestra non sarebbe accaduto».
Walter Kaswalder, Autonomia Dinamica, è stato a lungo una delle colonne del Patt di Rossi: «La politica, nella mia visione, non è fare speculazioni su vicende di questo genere, la politica la si fa sui programmi e sulle idee. Posso solo dire che essendo stato sindaco per anni ho sempre voluto evitare di avere rapporti più che chiari con ditte ed imprese».
Claudio Cia, Agire: «Una vicenda che non fa bene alla politica. Ma c’è di più: il protagonista è quel presidente Rossi che continua a tuonare ogni giorno contro il populismo ma che sembra non rendersi conto che sono comportamenti come questi ad alimentare il populismo, a fare il gioco dei Cinquestelle».
Quasi “invocato” da Cia, chiude Filippo Degasperi M5s: «Difficile stupirsi della vicenda dato che è un archetipo del sistema trentino, dove accade che una società che concorre all’assegnazione di incarichi pubblici venga incaricata della manutenzione della casa della assessore-governatore. Semmai i dubbi riguardano la presenza di un solo indagato (se c’è un finanziatore illecito come ipotizza la procura sarebbe utile capire chi sarebbero i beneficiari dell’illecito) e il rischio che la vicenda finisca per fungere da cortina fumogena per la questione dei rapporti tra Deloitte, società varie e Provincia».(g.t.)
