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TRENTO. Lo ha sempre fatto. Non si affida a mezzi termini padre Alex Zanotelli: «L’utilizzo di simboli come il presepio ed il crocefisso in chiave politica-identitaria è pericolosissimo. E chi è cristiano deve stare molto attento a non farsi prendere in trappola dall’uso che ne fanno Salvini e la Lega». Con Zanotelli, comboniano originario della valle di Non, in questo colloquio alla vigilia di Natale, parliamo di simboli e di contenuti.
Ma anche di Antonio Megalizzi ai cui genitori padre Alex ha appena spedito una bella lettera. E di un moderno carcere, quello di Spini, in cui (a Trento, nel 2018) si muore per la disperazione. Zanotelli è appena tornato in libreria con “Prima che gridino le pietre” che, come sottotitolo, ha “Manifesto contro il razzismo”. Ne ha scritto ieri nel suo editoriale in prima pagina il nostro direttore, Alberto Faustini.
Padre Alex è uno strano Natale. Qui da noi tanti hanno negli occhi lo strazio per la morte di un ragazzo che credeva nell’Europa.
«Sì. Ho saputo che prima di partire per Strasburgo Antonio Megalizzi aveva detto ai suoi di avere in mente un presepe particolare, più vero. Ed io in queste ore ho scritto una lettera alla famiglia di Antonio (chissà quando arriverà, l’ho spedita ieri), congratulandomi per avere dato alla luce un ragazzo così bravo. Ho scritto loro che “sino a quando ci sono persone come Antonio c’è ancora speranza per la vecchia Europa. E c’è ancora speranza per il Trentino, che non è solo quello della Lega, quello razzista”. Ma c’è un Trentino, soprattutto giovane, che la pensa in maniera altra».


