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RIVA. Trovare un lavoro, mettere qualche soldo da parte, guardarsi un po' in giro sul mercato e infine acquistare la propria agognata prima automobile dopo aver pattutito un finanziamento rateale. È un percorso comune a molti giovani (a patto che abbiano un'occupazione fissa, s'intende), ma nel caso della rivana Martina Cavallon c'è un dettaglio che compromette il quadro complessivo.
La macchina che sta pagando da mesi, vista la mancanza del certificato del passaggio di proprietà, non risulta essere sua, ma di Autobruschetti, società roveretana entrata in liquidazione poco dopo essersi accordata per la vendita con la giovane altogardesana. Lo scenario che si è venuto a creare è surreale: dallo scorso giugno ogni mese la ragazza, apprendista cameriera presso l'azienda di famiglia (l'hotel Virgilio dei Bottesi: lei è figlia di Loretta), si vede prelevare dal proprio stipendio quasi duecento euro (cosa che ineluttabilmente accadrà per un totale di circa quattro anni), ma la vettura che sta comprando con quel denaro (una Volkswagen Polo a chilometri zero, quindi inzialmente intestata alla concessionaria) è ferma a prendere la polvere perché formalmente il proprietario risulta ancora essere Autobruschetti e quindi l'assicurazione non consente alla ventenne di circolare.
Al momento dell'acquisto, avvenuto con una sinistra coincidenza in un venerdì 17, Martina ha ricevuto il documento provvisorio del passaggio di proprietà, ma dopo 90 giorni questo è giunto a scadenza e la poveretta non ha mai ricevuto quello definitivo: quando poi ha provato a contattare il rivenditore, ecco la brutta sorpresa, con la società data in mano a un liquidatore che peraltro non avrebbe risposto alle sollecitazioni del legale della Cavallon. La giovane, peraltro, ha corso un grosso rischio, perché da settembre a novembre - senza essere avvisata dell'inghippo - ha guidato non avendo le carte in regola e quindi essendo priva della copertura assicurativa.
«Ho contattato gli uffici competenti - spiega Martina - i quali mi hanno detto che il passaggio di proprietà è bloccato dalle banche. Ho saputo anche che ci sono una ventina di casi come il mio e a norma di legge sarei pure passibile di blocco del veicolo. Tramite il mio avvocato sto cercando di far valere i miei diritti, ma la situazione pare ben lunghi dallo sbloccarsi, considerando anche i tempi della burocrazia e della giustizia. Così la mia auto nuova rimane ferma a prendere la polvere, si svaluta e io continuo a dipendere dagli altri per i miei spostamenti: per fortuna lavoro a pochi metri da casa e quindi posso andare a piedi, ma si tratta di una magra consolazione».
La convinzione di Martina è che questo disastro si sarebbe potuto evitare: «I venditori sapevano che la società era in crisi - si sfoga la ragazza - e dovevano avvertirmi. La tentazione sarebbe quella di bloccare i versamenti rateali, ma paradossalmente potrei finire io nei guai divenendo un "cattivo pagatore". È una situazione pazzesca: quando sarà il momento - conclude - chiederò anche i danni morali e il risarcimento di tutte le spese extra che sono costretta a sostenere per muovermi».
La macchina che sta pagando da mesi, vista la mancanza del certificato del passaggio di proprietà, non risulta essere sua, ma di Autobruschetti, società roveretana entrata in liquidazione poco dopo essersi accordata per la vendita con la giovane altogardesana. Lo scenario che si è venuto a creare è surreale: dallo scorso giugno ogni mese la ragazza, apprendista cameriera presso l'azienda di famiglia (l'hotel Virgilio dei Bottesi: lei è figlia di Loretta), si vede prelevare dal proprio stipendio quasi duecento euro (cosa che ineluttabilmente accadrà per un totale di circa quattro anni), ma la vettura che sta comprando con quel denaro (una Volkswagen Polo a chilometri zero, quindi inzialmente intestata alla concessionaria) è ferma a prendere la polvere perché formalmente il proprietario risulta ancora essere Autobruschetti e quindi l'assicurazione non consente alla ventenne di circolare.
Al momento dell'acquisto, avvenuto con una sinistra coincidenza in un venerdì 17, Martina ha ricevuto il documento provvisorio del passaggio di proprietà, ma dopo 90 giorni questo è giunto a scadenza e la poveretta non ha mai ricevuto quello definitivo: quando poi ha provato a contattare il rivenditore, ecco la brutta sorpresa, con la società data in mano a un liquidatore che peraltro non avrebbe risposto alle sollecitazioni del legale della Cavallon. La giovane, peraltro, ha corso un grosso rischio, perché da settembre a novembre - senza essere avvisata dell'inghippo - ha guidato non avendo le carte in regola e quindi essendo priva della copertura assicurativa.
«Ho contattato gli uffici competenti - spiega Martina - i quali mi hanno detto che il passaggio di proprietà è bloccato dalle banche. Ho saputo anche che ci sono una ventina di casi come il mio e a norma di legge sarei pure passibile di blocco del veicolo. Tramite il mio avvocato sto cercando di far valere i miei diritti, ma la situazione pare ben lunghi dallo sbloccarsi, considerando anche i tempi della burocrazia e della giustizia. Così la mia auto nuova rimane ferma a prendere la polvere, si svaluta e io continuo a dipendere dagli altri per i miei spostamenti: per fortuna lavoro a pochi metri da casa e quindi posso andare a piedi, ma si tratta di una magra consolazione».
La convinzione di Martina è che questo disastro si sarebbe potuto evitare: «I venditori sapevano che la società era in crisi - si sfoga la ragazza - e dovevano avvertirmi. La tentazione sarebbe quella di bloccare i versamenti rateali, ma paradossalmente potrei finire io nei guai divenendo un "cattivo pagatore". È una situazione pazzesca: quando sarà il momento - conclude - chiederò anche i danni morali e il risarcimento di tutte le spese extra che sono costretta a sostenere per muovermi».
