TRENTO. A San Pio X scocca l'ora dei parcheggi blu. Da oggi si pagano 80 centesimi l'ora. Per i residenti il permesso costa 195 euro, sconti per i redditi più bassi, le auto ecologiche, agevolazioni per le aziende. Ma lo scontro di queste settimane è con i commercianti, che chiedono una tariffa più bassa. Il Comune la sta studiando, ma per ora si parte. Non ci sarà dunque nessuno slittamento.

Per il momento l'avvio sarà alle condizioni previste dall'attuale piano della sosta. «Con gli uffici stiamo ragionando sulla possibilità di introdurre qualche condizione più agevolata per i negozianti», spiega l'assessore alla mobilità Michelangelo Marchesi. I commercianti della zona non l'hanno presa bene. Marco Demattè, titolare di uno studio immobiliare nel quartiere, parla anche a nome di altri colleghi: «Il Comune non solo ci ha incontrati in ritardo per spiegarci le novità. Abbiamo fatto delle richieste e per ora non ci ha risposto. La cosa da fare sarebbe quella di rinviare almeno di una settimana l'avvio e intanto capire le eventuali modifiche».

Le vie interessate. La zona è quella delimitata a nord da via Veneto, a est dal Fersina, a sud dal cavalcavia di via Degasperi, a ovest dalla ferrovia. Gli stalli a pagamento sono 290 (il 68%), 120 a disco orario, 15 per disabili e 5 per carico e scarico.

Tariffe e permessi. La tariffa oraria sarà di 80 centesimi, come nelle aree di seconda corona. I permessi per i residenti, validi un anno, consentono di parcheggiare senza limiti di tempo sugli stalli a pagamento e costano 195,14 euro (dal secondo anno 140 euro).

Agevolazioni. Come per le altre aree con stalli blu, saranno in vigore tariffe agevolate - introdotte a gennaio 2009 sull'onda delle proteste - per i lavoratori (titolari di aziende, dipendenti, liberi professionisti) residenti fuori città ma con posto di lavoro in zona: ticket scontato del 50% sulle prime 4 ore di sosta di ogni giorno.

Aziende. Per le aziende il permesso è previsto a due condizioni: che i dipendenti svolgano turni in orari non coperti dal trasporto pubblico o che il veicolo sia utilizzato come strumento di lavoro. In questi casi la tariffa annuale è di 600 euro (55 euro al mese), con possibilità di permessi per un certo numero di ore (da 100 euro).

Le proteste. Un costo considerato troppo alto dai commercianti, secondo i quali i clienti potrebbero spaventarsi, penalizzando così le loro attività e l'identità del quartiere. L'assessore Marchesi ha detto che sul sistema non verrà fatta alcuna marcia indietro, perché corrisponde ad una filosofia di riduzione delle auto in città e altrove è già in vigore con successo. Ma alcuni correttivi potranno essere adottati. Il primo è la possibile estensione degli aventi diritto al bollino: la concessione è infatti vincolata alla tipologia delle attività e agli orari di apertura (se questi sono coperti dal servizio pubblico, niente bollino). C'è poi il costo del permesso: l'assessore ipotizza tariffe diverse a seconda della tipologia di zona, favorendo quelle più "svantaggiate". Apertura a ragionare anche sulla proporzione degli stalli blu: «Nulla vieta un'ulteriore modifica, ma anche l'aggiunta di stalli per carico e scarico». Al vaglio infine la richiesta di estendere la validità del bollino a più zone, avanzata da una barista che paga anche in quella di residenza.