TRENTO. E’ un’insolita notte bianca trascorsa in cammino sotto il manto della Madonna, quella del pellegrinaggio da Trento al Santuario di Montagnaga che si è tenuto tra sabato e domenica. Partenza dal Duomo, dove ottocento persone sono state benedette per il loro viaggio dal vescovo Bressan nel segno di san Vigilio e dei martiri anauniensi Sisinio, Martirio e Alessandro.
 Nel tradizionale sabato sera cittadino tra bar, ristoranti, pizzerie e cinema gremiti, si aggira una lunga processione incamminata verso la collina, attraverso Port’Aquila, destinazione Santuario di Montagnaga.
 Ottocento persone, tantissimi giovani, seguono la croce alternando canti e preghiere: procedono unite, ordinate, tenendo in mano una candelina. E’ un’immagine di forte impatto visivo e sonoro che naturalmente crea tanta curiosità: le persone sedute ai tavolini dei bar si girano, tanti si affacciano alla finestra o escono dai locali. Tra tanti sguardi di stupore c’è anche chi congiunge le mani e chi fa il segno della croce affidandosi idealmente alla processione notturna che sabato sera si è aperta con la messa in Duomo, celebrata dal vescovo Bressan, per la benedizione ai viandanti. E la concede in memoria del lungo viaggio di Sisinio, Martirio e Alessandro, i missionari invitati da san Vigilio, il vescovo di Trento, ad evangelizzare la terra di Anaunia, l’odierna Val di Non, provenienti dalla Cappadocia, l’attuale Turchia.
 Monsignor Bressan fa notare anche che «messa e missione» hanno la stessa radice: entrambe le parole, infatti, alludono ad un dinamismo interiore, ad un avanzamento spirituale.
 Al di là della fede, un pellegrinaggio, e per di più notturno, è anche una metafora della vita, in cui le difficoltà del cammino sono acuite dalla mancanza di luce, ma non impediscono, tuttavia, di intravedere la luce di un nuovo giorno.
 Forse anche per questo ha avuto così tanto successo la seconda edizione del pellegrinaggio notturno, organizzato dalla pastorale giovanile diocesana, che ha richiamato tanti ragazzi, ma anche persone mature e anziani. Il cammino, che si sarebbe svolto con qualsiasi tempo, è stato invece baciato da un tempo clemente, appena un po’ ventoso nella prima tappa al santuario delle Laste, e solo un po’ più freddo nel cuore della notte.
 Così, un flusso ininterrotto di luce, silenzio, preghiere, ma soprattutto di persone, si snoda lungo strade e stradine in un tempo sospeso, a cui, tanto per cominciare, le macchine devono cedere il passo.
 Tutto procede serenamente e la tabella di marcia viene puntualmente rispettata: per scelta dell’organizzazione il gruppo procede compatto, anziché a scaglioni.
 Verso le undici il gruppo giunge al Santurio delle Laste dove c'è la testimonianza di Elio Croce, il missionario comboniano laico che opera in Uganda, noto anche per essere il protagonista della pubblicità televisiva dell'otto per mille alla Chiesa, che racconta il suo lungo viaggio esistenziale tra l'Italia e l'Africa, a tratti è più simile ad un calvario, tra i bambini soldato, i malati di Aids e le guerriglie che hanno devastato quella terra.
 Al passaggio della processione i vigili bloccano il traffico (solo metà carreggiata sulle strade provinciali); l'ambulanza dei volontari di Brentonico segue il gruppo con discrezione.
 All'una l'arrivo a Civezzano, con la preghiera davanti al crocifisso di San Damiano: dopo il the caldo preparato dagli alpini, si prosegue il cammino nella notte, scandito dalle preghiere. Si costeggia il lago di Canzolino e all'albeggiare, sono le 5 e 20, il gruppo arriva nella conca della Comparsa a Montagnaga, sull'Altopiano di Piné, dove si recita l'Angelus.
 Qui sono ancora gli alpini a riscaldare i pellegrini con il the caldo e le brioches offerte dal Sait. Nel braciere posto sotto la statua della Madonna, vengono bruciate le preghiere scritte durante il pellegrinaggio, e mandate in cielo dalle fiamme. Dopo questo rito legato alla luce, una decina di corriere e mezzi privati riporteranno i pellegrini nelle loro case: si conclude, così, una lunga notte ricca di incanto e di emozioni, non prima, però, dei saluti di Don Tiziano, l'anima di questa processione, che augura una felice estate