TRENTO. Mentre la petizione lanciata dal Trentino per chiedere alle Ferrovie dello Stato il ripristino dei treni soppressi si avvia verso quota duemila sottoscrizioni, la direzione regionale di Trenitalia inizia a lavorare per correre ai ripari: l'impegno sarebbe per l'istituzione di un nuovo treno - dovrebbe trattarsi di un regionale - a metà mattina per Verona, che vada a sostituire il Bolzano-Lecce delle 9.30, soppresso dalle Ferrovie a partire dall'11 dicembre scorso. Attualmente, infatti, dalle ore 8.30 alle ore 11 del mattino nei giorni feriali non ci sono convogli tra Bolzano e il Trentino e neanche Verona. Per non parlare delle stazioni minori. E i pendolari sono ovviamente in grande difficoltà. Non sono tantissimi, altrimenti il Bolzano-Lecce non sarebbe stato soppresso. Ma non sono nemmeno pochi, e comunque il valore sociale del collegamento non è da sottovalutare, specie da parte di una provincia da sempre sensibile alla mobilità coi mezzi pubblici.

Per adesso manca ancora la conferma ufficiale, anche perché l'iter è stato avviato soltanto da pochi giorni, ossia dall'entrata in vigore dell'orario invernale che ha apportato il cambiamento - ma fonti vicine a Trenitalia assicurano: già avviati i contatti istituzionali e tecnici fra la direzione regionale di Trenitalia, la Rete ferroviaria italiana e, ovviamente, la Provincia di Bolzano, che dovrebbe in qualche maniera contribuire. L'altro ieri si sarebbero avviati anche i contatti con Trento, che avrebbe intenzione di appoggiare il progetto.

Il neo direttore regionale di Trenitalia, Roger Hopfinger, raggiunto per via telefonica si limita a un laconico: «Stiamo lavorando, ma è troppo presto per delle anticipazioni in dettaglio».

Sia come sia, sotto pressione anche per via delle lamentele e delle raccolte firme, la direzione locale di Trenitalia ha deciso di muoversi per compiere uno sforzo ulteriore, ossia per sostituire l'espresso Bolzano-Lecce del mattino con un treno locale.

Non sarà possibile, come proposto da più parti, un collegamento sfruttando i treni altoatesini, ossia i moderni convogli delle linee venostana e pusterese. Questioni tecniche, perché si tratta di linee rivolte verso nord e non verso sud. Tradotto, non sono predisposte per ospitare treni per Trento, Rovereto e Verona.

Per il nuovo treno regionale, ci saranno da attendere comunque dei mesi, perché l'istituzione di un nuovo collegamento è questione assai più complessa di quanto si potrebbe presumere. C'è da trovare il materiale rotabile, si deve liberare del personale di bordo, si devono studiare gli orari e gli ingombri di entrata e uscita dalle stazioni, nonché il cadenzamento con le altre linee.
Le verifiche tecniche comunque sono iniziate, e i pendolari adesso sperano sia il più presto possibile. La fascia di oltre due ore al mattino, sguarnita di treni verso sud, rende impossibile gli spostamenti a molti, e costringe tanti altri o a delle alzatacce o a posticipare il viaggio in tardissima mattinata, con tutto ciò che comporta.

La direzione regionale di Trenitalia, comunque, pare stia lavorando con convinzione, sulla scorta dei risultati ottenuti negli uiltimi sei o sette anni. Prinma del 2005, infatti i treni locali e sulla linea del Brennero non erano cadenzati. Ossia, non c'erano i collegamenti immediati. Nel breve volgere di pochi anni, in collaborazione con le due Province, si sono cadenzati i treni della Valsugana, delle linee meranesi e pusteresi, nonché i regionali dal Brennero con le linee locali austriache per Innsbruck. Oggi, si scende da un treno e si sale sull'altro. E le statistiche parlano chiaro: la rete locale regionale è la più capillare e frequente d'Italia. Considerando il numero di treni per chilometro in relazione con la popolazione, la situazione regionale è di gran lunga la migliore d'Italia. Ma si può ancora migliorare.