TRENTO. “Liquidazioni d’oro”, anche la più probabile delle soluzioni è destinata a fare discutere. Mentre i presidenti Ugo Rossi e Arno Kompatscher stanno cercando di arrivare alla definizione di una nuove legge che cancelli quella che è stata da più parti definita una “brutta pagina dell’Autonomia”, si profila all’orizzonte un nuovo paradosso: qualora fossero costretti a restituire l’anticipo già percepito, gli ex consiglieri regionali si ritroverebbero un vantaggio indiscutibile. Verrebbero cioè a vantare un credito d’imposta che li dispenserebbe dal pagare le tasse per almeno un paio d’anni. In che modo? Prima di tutto, va chiarito che si tratta di un meccanismo del tutto scollegato dai cosiddetti “privilegi” della casta politica, e nel quale potrebbe incappare chiunque, qualora gli venisse accreditato un emolumento non dovuto, come ad esempio uno stipendio pagato due volte. Nel caso di specie, chi ha incassato l’anticipo - ovvero tutti gli ex consiglieri delle due passate legislature - figura aver versato al fisco una cifra di poco inferiore come tassazione sulla liquidazione. Supponiamo che la nuova legge Rossi–Kompatscher stabilisca davvero, come si vocifera da settimane, la restituzione dell’anticipo da parte degli ex consiglieri regionali. A questo punto il contribuente, nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno, si troverebbe ad aver versato (non lui in via diretta, ma il consiglio regionale, come sostituto d’imposta) le tasse corrispondenti alla cifra che nel frattempo è già stata restituita. «In un caso simile - conferma Fulvia Deanesi, dirigente del Dipartimento affari finanziari e programmazione della Provincia - le tasse già pagate non vengono restituite al contribuente, ma si passa a un conguaglio fiscale. In sostanza, il contribuente, che ha così maturato un credito d’imposta, va ad estinguerlo con la detrazione di ciò che deve al fisco negli anni successivi». É un po’ come quando si riceve per errore il pagamento di uno stipendio doppio: la somma in più viene restituita per la parte netta, mentre per quello che riguarda la tassazione, si procede ad un conguaglio fiscale. Ma mentre nel caso descritto si tratta di un semplice errore contabile, per l’ex consiglio regionale interviene una normativa che di fatto riforma l’imponibile. Questo aspetto, certo un tecnicismo ma che non si può non considerare, potrebbe fruttare un indiscutibile (anche se stavolta del tutto involontario) vantaggio economico per l’ex consigliere che restituisse l’anticipo, sotto forma di credito d’imposta. Ovvero, uno sconto sulle tasse corrispondente alla cifra versata al fisco dal consiglio regionale quale tassazione dell’anticipo, nel frattempo restituito. Siamo nel campo delle ipotesi, è vero, ma se la nuova legge regionale non terrà conto dell’aspetto fiscale è questo lo scenario all’orizzonte.

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