LAVIS. Lavis potrebbe staccarsi dal corpo di polizia, che attualmente riunisce in un'unica squadra i comuni della Rotaliana-Königsberg, ed alcuni della Valle di Cembra e dell'Altopiano della Paganella. È quanto è emerso dal consiglio comunale giovedì, in cui è stata trasversale la lamentela, per un servizio giudicato non più in linea con le aspettative. Il tutto durante la discussione del rendiconto di bilancio, per il 2013.

Fra le relazioni presenti agli atti, è stata quella del comandante Luca Pocher ad accendere la discussione. Il sasso lo ha lanciato, dalla minoranza, il consigliere del Pd, Paolo Facheris. «I toni della relazione del comandante sono quasi drammatici», ha detto Facheris. «Riporta una situazione che mi pare preoccupante».

Il nocciolo del problema lo ha confermato ieri Pocher, raggiunto telefonicamente dal “Trentino”. «Rispetto al progetto iniziale, in cui avremmo dovuto operare con 55 persone – ha spiegato il comandante – attualmente ci troviamo con un organico sottodimensionato, composto da 35 vigili. Ovviamente, calando il personale, su un territorio così vasto diminuisce anche il servizio per tutti». «La copertura del territorio – ha aggiunto – è comunque proporzionale alla quota di partecipazione al consorzio». A sentire il Consiglio comunale di Lavis, la percezione è però quella di una presenza non più adeguata. «Se il servizio è qualitativamente inferiore, forse il progetto della fusione andrebbe rivisto», ha suggerito Facheris. Ed anche dalla maggioranza non sono mancate le lamentele. «Stiamo discutendo di un servizio che è un colabrodo», ha detto Monica Ceccato, capogruppo di Moderati Liberi. «Si spendono più soldi, ma la qualità diminuisce». Il vicesindaco Bruno Franch è ancora più esplicito: «Bisognerà cominciare a fare qualche ragionamento in prospettiva. Forse vale la pena uscire dal consorzio. Forse Lavis potrebbe trarne qualche beneficio». «Non siamo obbligati a restare nel servizio associato - ha confermato anche il sindaco Graziano Pellegrini - possiamo uscirne in qualsiasi momento». Anche se rimarrebbe l'obbligo di partecipare alle spese del corpo, sino alla fine della convenzione (il 2017). Sulla prospettiva di una rottura con Lavis, il comandante non si sbilancia. «È una scelta politica – ha commentato Pocher – il nostro compito è di adeguarci a ciò che ci viene indicato dalle amministrazioni». Per Lavis l'uscita dal servizio associato di polizia locale, creato nel 2012, sarebbe l'epilogo di un amore mai sbocciato. A partire dalle immediate polemiche per la scelta di Mezzolombardo, come luogo della caserma (attenuate con l'apertura di un piccolo presidio in via Degasperi).

Quindi dalle considerazioni, sempre più stringenti, di un peggioramento del servizio, a fronte di un risparmio che non è così incisivo sui bilanci.