ROTALIANA. I Poor Works, la band rotaliana che ha preso parte alla selezione del talent scout “Amici” è in corsa per la qualificazione alla fase finale serale della trasmissione di Maria De Filippi.

Al loro attivo già un cd, ma cresce progressivamente la fama tra i giovani trentini. Una riprova è arrivata anche dalla serata di capodanno organizzata al PalaTrento nella quale Nicola Toniolli (cantante), Daniel Calovi di Mezzocorona e Daniel“Gion” Nardon di Roverè della luna (chitarre), Chrstian Nicolini (batteria) di Pressano, Patrick Calovi (tastiere) di Mezzocorona e Mauro Tomedi (basso) di Mezzolombardo sono riusciti ad entusiasmare il numeroso e variegato pubblico presente. «Siamo abbastanza fiduciosi di poter essere richiamati a Roma, anche perché sarebbe un'occasione da non perdere. Ma al nostro attivo abbiamo un disco che ha avuto un buon riscontro e se non andrà bene con Amici, cercheremo un'altra occasione per sfondare». C'è un genere musicale al quale vi ispirate? «Sicuramente il pop rock britannico - prosegue Nicola Tonolli - con un ombra rock stile Queen».

Ad ascoltarvi non si può che non notare gli spazi corali che date nei vostri pezzi. «Direi che siamo radicalmente cambiati, proprio nel momento in cui tutti ci siamo messi tutti a cantare. Nella tradizione trentina il coro ha un ruolo importante, del quale non bisogna vergognarsene, ma bisogna riconoscere il valore di una scuola di antiche tradizioni. Abbiamo una voce con tonalità diverse rispetto ad esempio a quella veneta, probabilmente anche per il diverso timbro vocale. Tra noi trentini direi che sono pochissimi quelli che non hanno provato ad entrare in un coro. Stiamo tentando di fare in modo che questo diventi una caratteristica, che ci distingua dai concorrenti dandoci un'originalità vincente».

Una particolarità notata anche dalla De Filippi.«È stata la sua prima domanda quando abbiamo allestito la scena con sei microfoni. Sul palco sono decisamente poche le band che danno spazio alla coralità». Puntate su questo per il vostro successo: «Senz'altro, vorremmo distinguerci proprio per questa caratteristica. Per sfondare non serve solo essere bravi, ma è necessaria anche una dose di originalità e sotto questo aspetto, la coralità lo è di sicuro».Una band giovanile insomma, che salva il coro, espressione caratteristica della montagna.