TRENTO. Porte aperte ieri al canile di Trento per la terza e ultima festa nella sede in via delle Bettine. Il pomeriggio è stato occasione per molti per visitare il canile, chiedere una consulenza al veterinario o ricevere consigli dall’educatore cinofilo. Tanti padroni sono tornati ieri insieme all’amico a quattro zampe adottato proprio qui, molti genitori ne hanno approfittato per portare i figli a vedere i cani e altri hanno deciso di fare un giro al canile incuriositi dall’evento.

«E’ una grande soddisfazione rivedere un cane ospitato qui tornare felice con il padrone che l’ha adottato», ha spiegato Luca Lombardini, presidente della Lega nazionale per la difesa del cane – sezione di Trento che ha in mano la gestione del canile. Le richieste agli esperti hanno riguardato soprattutto problemi comportamentali, indicazioni per una corretta alimentazione e informazioni su come curare l’animale affetto da qualche malattia. Tanto intrattenimento anche per i bambini con i giochi gonfiabili, l’animazione a cura dell’associazione Sportivando, il vaso della fortuna e lo zucchero a velo.

Durante le visite al canile, che si sono tenute ogni 15-20 minuti, i volontari hanno mostrato gli spazi per i cani raccontando le storie di alcuni di loro e le procedure per l’inserimento nella vita del canile. Quando arrivano molti animali, infatti, sono spaventati a causa dei maltrattamenti ricevuti per strada e bisognosi di cure, quindi la prima operazione è proprio quella di affidarli nelle mani del veterinario e lasciarli tranquilli nei box. Nei recinti più grandi trovano spazio dai due ai quattro cani massimo. «E’ giusto che il canile venga vissuto come un luogo di aggregazione e riferimento per la cittadinanza»,ha continuato Lombardini, fiducioso che il nuovo canile venga pensato come una struttura con a disposizione ampi spazi per gli animali. «Nel caso in cui il Comune decida di costruirlo alla Vela ritengo che questa potrebbe essere buona scelta perché la zona è vicino alla città e mi sento di poter rassicurare gli abitanti del quartiere dalle preoccupazioni per l’igiene, il rumore e la sicurezza perché ci sono circa cento volontari che quotidianamente si occupano dei cani e se la struttura è adeguata non ci saranno problemi né di cattivo odore né di latrati fastidiosi».

Al canile in via delle Bettine questo tipo di problemi non si percepisce. «Se un giorno qualsiasi arrivasse un controllo a sorpresa non si troverebbe traccia di deiezioni in giro», ha concluso Lombardini. Attualmente il canile ospita un centinaio di cani. Ogni anno entrano circa 500 cani, di cui la metà vengono riconsegnati al padrone rintracciato grazie al microchip e l’altra metà viene curata e dal veterinario e rieducata dall’educatore cinofilo nella speranza che venga adottato da una famiglia.

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