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TRENTO. “ Where Are U” è l’app di geolocalizzazione che oltre ad individuare la posizione in cui ci si trova, permette la telefonata muta. Pensata per persone con problemi di udito e di parola, oggi potrebbe essere drammaticamente utile, specialmente nei casi di violenza sulle donne. L’app è accompagnata da una speciale procedura che non prevede le due richiamate in caso di caduta della linea, ma solo un messaggio sussurrato di conferma del ricevimento della chiamata ed un’attivazione immediata dei soccorsi. Se invece la persona può in qualche modo comunicare, può schiacciare l’icona corrispondente al tipo di soccorso richiesto, ma sempre in assoluto silenzio. È questa una delle particolarità emerse nell’ambito della giornata di porte aperte alla Centrale Unica di Via Pedrotti che ieri è stata presa d’assalto: 190 le prenotazioni, visite intensificate e pausa ridotta per riuscire ad accogliere tutte le persone che si sono presentate all’ingresso; già dalle 10 le prenotazioni telefoniche venivano respinte. Il numero unico di soccorso, reso obbligatorio da una specifica normativa europea, è attivo da sette mesi e ha già evaso 145mila chiamate: riguarda tutte le unità di soccorso esclusa la Polizia Municipale e Soccorso Alpino collegati però da un protocollo di collaborazione. Gli operatori “laici” cioè non appartenenti a nessun corpo, ricevono la chiamata, identificano la necessità, dirottando la telefonata al soccorso richiesto. Questo filtro ha permesso di bloccare il 43% delle chiamate che non avevano carattere di emergenza. Statisticamente la risposta arriva in 4,6 secondi, corrispondenti al primo squillo della chiamata e con l’ultimo ampliamento al giapponese, le risposte possono essere in sedici diverse lingue, alcune delle quali a traduzione simultanea. Tutto il territorio è mappato ed il sistema è in grado di localizzare la cella telefonica corrispondente che permette, anche in assenza di specifiche informazioni, di individuare la località della chiamata. Delle webcam permettono il monitoraggio di alcuni punti critici, ma di interesse per i soccorsi. Ieri mattina erano collegate le piste di atterraggio e decollo degli elicotteri di Cles, Arco, ospedale Santa Chiara e aeroporto. A sorprendere, aldilà degli aspetti operativi, è stata la partecipazione anche di intere famiglie che hanno animato bel oltre le previsioni, questa giornata di visita al punto di smistamento di tutte le richieste di soccorso.(d.p.)
