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ALTO GARDA. Sono almeno quattro i furti in chiesa di cui dovrà rispondere un trentunenne residente a Trento (ma di fatto senza fissa dimora) fermato da una volante della polizia venerdì pomeriggio, intorno alle 16, in via Mantova ad Arco. Il controllo è scattato nel corso di un normale servizio sul territorio: a spingere gli agenti ad identificare il trentunenne, il fatto che lo stesso giovane si fosse allontanato rapidamente alla vista della pattuglia. L’uomo, vista l’assenza della flagranza di reato, se l’è cavata con una denuncia a piede libero per furto aggravato e dopo gli accertamenti è stato rimesso in libertà.
M.C. (queste le iniziali dell’uomo, già arrestato cinque anni fa per un furto nella chiesa del Rione Degasperi), ha ammesso agli agenti della squadra volante del Commissariato di Riva di essere l’autore di quattro colpi in altrettanti luoghi sacri: il 20 settembre ha rubato l’elemosina dalla cappella dell’ospedale di Arco; il 22 settembre ha colpito nella chiesa di Cologna; il tris due giorni dopo a Torbole, mentre due giorni fa ha visitato la chiesa di Mori. In tutti e quattro i casi il ladruncolo ha preso di mira l’elemosina delle cassettine. Con il risultato che in almeno in un paio di casi i danni ai serramenti provocati dal malvivente per entrare sono risultati ben superiori all’ammontare del bottino.
A far precipitare la posizione di M.C. il fatto che nascoste negli abiti ci fossero decine di chiavi - alcune servono proprio per aprire le cassette dell’elemosina - asportate proprio nelle chiese e trovate dagli agenti. La confessione è stata la naturale conseguenza.
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