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TRENTO. Felici per il «servizio a domicilio», hanno anche ringraziato quell’inviato dell’Inps che pochi minuti prima aveva bussato alla loro porta. Ma nella sua incursione in quella casa di Ossana non c’era nulla di buono visto che se n’era andato truffandoli di 98 euro e derubandoli di 1.500 euro. E tutto questo sorseggiando del caffè.
Gli sfortunati protagonisti della truffa con furto sono due ottantenni della val di Sole ma a quanto pare le vittime sono molte di più, anche in altre zone del Trentino. Ed è anche per questo che dalle forze dell’ordine arriva un’altra volta l’invito alla prudenza. I truffatori si sanno mimetizzare bene ed è per questo che bisogna essere guardinghi quando si apre la porta a sconosciuti.
Ma veniamo a quello che è accaduto ad Ossana nel pomeriggio di martedì. I due anziani coniugi si trovano a casa quando suona il campanello e loro fanno entrare un uomo distinto fra i 45 e i 50 anni, di altezza media. Si presenta come un funzionario dell’Inps incaricato di questo servizio porta a porta per un controllo capillare delle tessere sanitarie. I due solandri sono quasi commossi da tanta sollecitudine e quando viene chiesto loro di verificare le tessere non ci pensano un attimo ad andarle a prendere. Tessere che a detta del fantomatico funzionario sono purtroppo scadute. Ma c’è una soluzione anche per questo inghippo. Alla modica cifra di 49 euro a testa - da pagare immediatamente - i due riceveranno le nuove tessere. Tutto a posto, dunque: gli anziani pagano e il distinto signore se ne va ringraziando. Ma torna pochi minuti dopo con una donna anche lei su 40 anni e ben vestita. È una collega, spiega, e voleva mostrarle come muoversi sul lavoro. C’è tempo ancor per due chiacchiere e un bicchiere l’acqua e poi i due gentili funzionari se ne vanno. Quando l’anziana va a sistemare il cassetto dal quale aveva preso i quasi 100 euro per «pagare» le nuove tessere, scopre però qual era il vero fine dei due. Erano spariti, infatti, i 1.500 euro che la coppia teneva in due portafogli. E hanno quindi capito di esser stati raggirati e derubati in un’azione in due tempi.
Alla coppia non è rimasto altro che denunciare l’accaduto ai carabinieri e raccontare la storia può servire ad altri per evitare di cadere nella stessa trappola. A fine maggio girava, invece, un falso medico che dopo aver visitato i suoi pazienti (facendo finta di visitarli, sarebbe meglio dire) spiegava loro che la tessera sanitaria era scaduta e si faceva dare 50 euro per sbrigare la pratica. In un caso era riuscito anche a portare via bancomat e pin e prelevare 250 euro prima che la malcapitata si accorgesse di esser stata vittima di una truffa.(m.d.)
