TRENTO.  Due bambini di una scuola elementare trentina esclusi dalla foto di classe sul giornale perché i genitori non hanno dato la liberatoria. Una scuola materna in cui viene chiesto ai genitori il permesso di usare le foto in cui compare il loro figlio: sono gli effetti delle regole sulla privacy applicate in maniera rigida da scuole e asili.

Che fine hanno fatto le foto delle gite scolastiche? Le foto delle feste di classe, delle uscite di gruppo, quelle che ritroviamo a distanza di tanti anni negli album, con il nostro compagno di banco in prima fila, e dietro il compagno antipatico che nessuno sopportava? Per le nuove generazioni di scolari, i bambini cresciuti nell’era della privacy, queste foto rischiano di diventare un oggetto sconosciuto, o quantomeno una rarità.

Due anni fa Trento fece scalpore per il divieto di fotografare in piscina. E a scuola, dall’asilo alla maggiore età, scattare foto è diventato sempre più un problema con cui dirigenti e insegnanti si destreggiano tra autorizzazioni preventive e liberatorie ad hoc. Gli istituti si tutelano per non incorrere, a posteriori, nei reclami dei genitori.

Succede che prima della festa di Carnevale, in un asilo cittadino si chieda ai genitori il consenso a utilizzare in ambito scolastico le foto in cui compare loro figlio.

Succede anche che una quinta elementare venga in visita al giornale. I bambini sono eccitati quando arriva il fotografo a immortalarli: il giorno dopo compariranno tutti insieme sul giornale. Ma le maestre prendono da parte quattro di loro: «Voi no, non avete l’autorizzazione». Loro guardano il giornalista: «Perché noi no?». Complicato spiegare perché i genitori non hanno dato il consenso alla foto di classe. Per loro la tutela si trasforma in una piccola, bruciante discriminazione.
A ogni maestra delle elementari negli ultimi anni è capitata un’esperienza simile: feste degli alberi, gite scolastiche, sul più bello bisogna ricordarsi di quel foglio che il genitore non ha firmato a inizio anno. «Per i bambini è un po’ imbarazzante», ammette un’insegnante dei Solteri, «è importante che la scuola spieghi ai genitori l’uso che viene fatto delle foto. Anche se forse si sta un po’ esagerando, una collega che ha lavorato in Germania mi dice che lì nessuno si sogna di chiedere autorizzazioni».

La Provincia dà alle scuole le disposizioni generali a cui attenersi in materia di privacy, con un modello di informativa per i genitori per quanto riguarda anche foto e video effettuati durante le attività didattiche. «Ma sono poi i singoli istituti a regolarsi autonomamente», spiega Marco Acquisti del Servizio istruzione. In genere le autorizzazioni vengono richieste a inizio anno, al momento dell’iscrizione. E ci sono genitori che dicono no. Alla Federazione delle scuole materne spiegano che le foto vanno utilizzate solo dentro l’asilo, mentre nelle festicciole papà e mamme sono liberi di riprendere i propri cuccioli: «Nessun divieto, la responsabilità è del genitore». Che tra qualche anno potrà sfogliare l’album e mostrare felice al figlio le foto dell’asilo