PERGINE. «Pergine spettacolo aperto» rinuncia di fatto alla realizzazione del teatro tenda da 2000 posti nell’area ex psichiatrica dietro al «Curie». Finora, questa rinuncia era solo ufficiosa. Ieri, il presidente Paolo Oss Noser, l’ha confermata ufficialmente: «La decisione è stata presa a livello di direttivo e di assemblea dei soci - ha detto - e ne abbiamo anche informato l’amministrazione comunale. Ricordo che l’opera è stata dichiarata di “interesse pubblico” proprio dal Comune, pertanto abbiamo rimesso in mano al Comune l’intera vicenda».

Le parole di Oss Noser chiariscono molti degli interrogativi che il Comitato cittadini contro il teatro tenda aveva posto l’altra sera in sede di incontro con i capigruppo. Psa è depositario del contributo di circa 5 milioni per la realizzazione di questa struttura, contributo assegnato della Provincia sulla legge 40 e quindi su delega della Regione. Ma è anche titolare della concessione dell’area interessata (per 30 anni, e aveva già iniziato con i primi interventi di disboscamento).

Tutto si è fermato in attesa che il Comune si muova. Ma Paolo Oss Noser si è tolto ieri anche qualche sassolino dalla scarpa. Ha precisato innanzitutto che è fuorviante definire «di Psa il teatro tenda previsto». «Si tratta appunto di un opera di interesse pubblico - ha detto - che noi intendevamo solo costruire. Poi avrebbe avuto valenza provinciale e quindi con una gestione da parte di specifico ente. Non sarebbe stato insomma di nostra proprietà. Ma non si è capito o non si è voluto capire il ruolo provinciale di questa struttura e quindi il fatto che non avrebbe mai rappresentato un doppione rispetto al teatro comunale. Noi l’avevamo programmato con uno scopo ben diverso. In questo senso, c’è stato chi ha agito con il paraocchi, volutamente ignorando alcuni concetti».

Come dire, che si è trattato di una strumentalizzazione. Come, del resto, ha fatto discutere l’incontro dell’altra sera tra Comitato e capigruppo. «Vogliamo illustrare la nostra posizione contraria a qualsiasi progetto - è stato sostenuto - e vogliamo entrare nel “tavolo di lavoro” che il Comune intende istituire». Ma è da metà luglio che si sa ufficialmente del “tavolo” e anche della sua composizione solo tecnica: Psa, Comunità di valle, commissione cultura, scuola, Cassa rurale, Provincia e Comune. Il tavolo avrà il compito di analizzare la fattibilità (realizzazione e gestione): un’analisi tecnica senza pregiudizi ideologici. Questo era stato scritto a luglio dall’assessore Marco Morelli nella risposta a una specifica interrogazione presentata dalla Civica. Il Comitato presenterà comunque richiesta di entrare nel “tavolo”, che sarà istituito con delibera tra qualche giorno per procedere con riunioni ravvicinate in vista del bilancio preventivo 2013.

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