TRENTO. Crolla il tenore di vita, aumenta la criminalità, si riduce il disagio sociale. Invariato il livello di attenzione all’ambiente, che resta al top, e il settore “affari e lavoro”, da podio. Timidi miglioramenti per il sistema salute, ancora relegato però nella parte bassa della graduatoria.

La classifica generale del Rapporto sulla Qualità della vita 2016, firmata da ItaliaOggi assieme all'Università La Sapienza di Roma, vede la provincia di Trento classificarsi al secondo posto, cedendo lo scettro nazionale all'arrembante Mantova, che guadagna tre posizioni. Scivolone per Bolzano: dalla seconda all’ottava posizione.

Tenore di vita. In soli 12 mesi ci ritroviamo al 99.mo posto, dal 46.mo del 2015. Una delle voci che fa segnare l'arretramento più importante è la variazione dei prezzi al consumo, dove precipitiamo dalla 44.ma alla 105.ma posizione, con un +0,65 euro rispetto al -0,44 della leader Chieti: dietro di noi solo Bolzano, Como, Firenze, Macerata e Teramo.

Il mattone è sempre un tasto dolente: restiamo tra le province dove i prezzi al metro quadro di un appartamento (nuovo e in zona semicentrale) sono più alti: 2.410 euro - e 100.ma posizione immutata - contro i 688 della leader Caltanissetta, la più economica, e i 4.461 del fanalino di coda Venezia, storicamente la più cara. La voce depositi bancari ci vede entrare nella top-ten, con 21.969 euro, lontano dalla migliore Milano (66.562), ma anche dalla peggiore della classe Vibo Valentia (4.969).

Il valore aggiunto pro capite, importante indicatore della produttività, con 32.893 euro, ci vede invece scendere dall’ottava alla quarta posizione.

Criminalità. Qui il peggioramento è sensibile: passiamo dalla 11.ma alla 19.ma posizione. Ad influire negativamente i reati contro il patrimonio, che ci vedono scendere dalla 19.ma alla 24.ma posizione. Da segnalare, in particolare, i furti in appartamento per 100 mila abitanti, che sono 341, con una flessione dalla 38.ma alla 48.ma posizione; i reati legati al traffico di stupefacenti (49,5, dalla 50.ma alla 63.ma); quelli connessi allo sfruttamento della prostituzione (1,30, dalla 37.ma alla.51.ma) e le truffe e frodi informatiche (211, dalla 45.ma alla 69.ma posizione).

Disagio sociale. In questo ambito il miglioramento è netto: Trento sale dal 67.mo al 34.mo posto, piazzandosi molto meglio della vicina Bolzano (93.ma). Calano i reati a sfondo sessuale contro i minori per 100 mila abitanti (2,42, dalla 103.ma alla 76.ma posizione, comunque ancora troppo bassa); il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni (23,56, dalla 14.ma alla 10.ma); gli infortuni sul lavoro ogni 1000 occupati, che ci vedono però restare a fondo classifica (36,41, dalla 98.ma alla 93.ma); e i morti per tumore ogni 100 decessi (30,3, dalla 99.ma alla 81.ma). In peggioramento la situazione relativa ai suicidi per 100 mila abitanti (8,4, dalla 43.ma alla 70.ma) e i morti e feriti per 100 incidenti stradali (140, dalla 16.ma alla 41.ma).

Salute. La variazione è limitata: saliamo dal 78.mo al 76.mo posto. Siamo penultimi (109.ma posizione) per numero di medici ospedalieri per 100 posti letto: solo 44,6 , in base ai dati Istat 2102. I posti letto per mille abitanti sono 24 (27.ma posizione) in ostetricia e ginecologia, 10,8 (96.ma) in cardiologia, 5,5 (73.ma) in rianimazione e 3 (65.ma posizione) in oncologia.