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TRENTO. «Il comitato torna a fare il comitato. Dobbiamo tornare a dire che la Valle dei Laghi non vuole sul proprio territorio - fatto di agricoltura e turismo di alta qualità - una multinazionale del cemento che ci sta impoverendo tutti. Torniamo alle basi, agli obiettivi di partenza: come cittadini diciamo un“no secco” a stabilimenti industriali che inquinano e che portano la ricchezza altrove. E Italcementi, con il suo cementificio di Sarche di nuovo attivo, inquina eccome. Tutto a norma di legge, ovviamente. Ci mancherebbe che non lo fosse... ma i danni (di immagine e di sostanza) sulla valle ci sono». A parlare così è Manuela Bottamedi, nuova presidente del Comitato Salviamo la Valle dei Laghi.
Cambio della guardia quindi. Bottamedi - insegnante, ex consigliera dei Cinque Stelle (passata poi al Patt e Fi) - prende il posto di Marco Pisoni, che potrà concentrarsi nel lavoro al vertice del Distretto Biologico e, in prospettiva, alla presidenza (anche se non c’è nulla di deciso, il nome di Pisoni resta il più gettonato) della costruenda impresa cooperativa per la gestione della Comunità energetica (un progetto con impianti fotovoltaici, che vede la partecipazione anche di Italcementi). «Grande rispetto e un grande grazie a Pisoni che da imprenditore ha avuto il coraggio di metterci la faccia» dice Bottamedi che in verità nei giorni scorsi non ha mancato di criticare la linea a suo dire troppo morbida di un comitato che era nato come reazione alla riaccensione dei forni della fabbrica (le foto e i videodella dozzina di “fumate anomale” hanno girato per mesi sui canali social dell’associazione) e che ora appare più indebolito.
«Adesso ci riprendiamo il nostro spazio e, dopo le 1200 firme di protesta che abbiamo raccolto, torniamo a farci conoscere dalla gente della Valle dei Laghi e non solo. Italcementi fa marketing e mostra il lato bello alla popolazione: sponsorizzazioni e sabato una giornata “a porte aperte”». Intrattenimento e distrazioni. «Intanto però il nostro territorio si impoverisce, perché a parte quattro gadget regalati alle associazioni, la ricchezza prodotta dalla fabbrica va in Germania e nei mille altri siti che la multinazionale del cemento ha nel mondo».
A.Tom.
