TRENTO. Rifiuti invisibili, per non rovinare l'immagine del centro storico e sentirsi rivolgere le critiche, come avvenuto in altri quartieri all'esordio, di avere creato un effetto Napoli nel salotto della città. In autunno, finalmente, il Comune darà il via alla raccolta dei rifiuti porta a porta anche nel perimetro della Ztl. Il mimetismo dell'immondizia sarà garantito dalle annunciate isole per la raccolta, alcune interrate altre no, da spazi per il deposito interni agli edifici dove i rifiuti saranno prelevati dagli addetti, e da “bidoni mascherati” posizionati all'esterno dei negozi.

Un sistema che è stato messo a punto non senza difficoltà e ritardi: il debutto era stato messo in calendario per il 2011, ma la “città sotterranea” si è – a suo modo – ribellata. «C'è stata una tardiva risposta da parte della Sovrintendenza ai beni archeologici – spiega l'assessore comunale all'ambiente Michelangelo Marchesi - con un rallentamento dovuto alle modifiche al progetto che si sono rese necessarie per la delicatezza storica dei siti individuati per realizzare le isole interrate. Questi nodi sono stati tutti risolti ma c'è voluto molto tempo».

Le isole saranno nove ma non tutte sotterranee: «Ad esempio – continua Marchesi - quella alla confluenza fra via Prati e via Maffei, che avrebbe dovuto essere interrata, verrà spostata in via Rizzi, in un locale di Dolomiti Energia al quale i potenziali utenti avranno accesso tramite una chiave. Abbiamo rinunciato anche a realizzarne una in piazza Lodron, dove sarebbe servito uno scavo di tipo archeologico, con tempi e modalità costosissimi».

L'articolazione del servizio ora è definita nel dettaglio: «Il porta a porta avverrà in parte, come succede altrove, ricavando spazi nelle androne per i contenitori dei rifiuti. Questi non saranno esposti nella pubblica via ma prelevati dagli operatori: primo, perché si vuole evitare un impatto visivo negativo, secondo perché in molte strade non c'è lo spazio. Gli utenti che non hanno luoghi disponibili conferiranno nelle isole direttamente con la propria chiavetta. Le attività commerciali, invece, avranno un sistema analogo a quello svolto ora, con raccolte dedicate per umido e cartone. I residui più significativi li potranno mettere in contenitori con apposita mascheratura in metallo che verranno collocati in prossimità dell'edificio. Per venir loro incontro, non sarà fatta pagare la Cosap e stiamo pensando, inoltre, a mascherature low-cost rispetto a quelle ipotizzate inizialmente. Saranno obbligati a utilizzare questi depositi, mentre potranno conferire i rifiuti secondari, come la carta per i bar, nelle campane». Ora bisognerà informare adeguatamente la popolazione, con degli incontri mirati. «Si prevede di partire nel corso dell'autunno – conclude l'assessore Marchesi - se non ci saranno altre sorprese in fase di realizzazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA