RIVA. Brutale, assurdo pestaggio, nella tarda serata di sabato, al rifugio San Pietro, sul monte Calino, posto a quota 976 metri in uno dei più spettacolari balconi naturali affacciati alla piana benacense. A farne le spese i due gestori per conto della Sat: i conosciutissimi Enzo «Bacòn» Santoni di 55 anni e la moglie Rosalba Malacarne di 50. A picchiarli con violenza cieca quattro sconosciuti di circa 30-35 anni. Tra di loro anche una donna, che addirittura è stata la prima a menare le mani.
Sono circa le 22.30 quando nel rifugio, raggiungibile in auto da Ville del Monte, si presenta il quartetto. I coniugi Santoni, uscite da pochi minuti le comitive che hanno cenato a polenta e coniglio, stanno chiacchierando con un amico, l’ultimo ospite. I quattro nuovi arrivati - facce mai viste prima, ma sicuramente italiani - danno subito sfoggio di arroganza e rissosità. Chiedono di mangiare panini imbottiti, ma specificano anche, a malo modo, di non avere soldi. In mano hanno delle birre in lattina; devono essersene già scolate parecchie.
Enzo Santoni obietta che lui, dopo una giornata di fatica, non è disposto a lavorare per niente. Gli altri, inviperiti, vanno giù pesanti a parolacce, ma con una colletta mettono insieme 6 euro. Quel che basta per due panini, che vengono serviti a scanso di rogne. Potrebbe finire lì. Ma al momento di uscire, sulla veranda del rifugio, i quattro reclamano ad insulti altro pane. Santoni non è disposto a cedere ai gradassi: nei suoi 28 anni di gestione di San Pietro qualche testa calda gli è capitata ancora, ma proprio non può pensare che questa volta s’è imbattuto nel peggio.
Non ha ancora finito di dire ai clienti molesti di levare le àncore, che la donna, all’improvviso, gli rifila una violentissima borsettata sullo zigomo sinistro. Nella borsa, probabilmente, c’è una pietra, perchè il colpo è durissimo, quasi da ko. Santoni cade, ma è un uomo robusto: anche da terra riesce a difendersi a pugni. Ma in due gli sono sopra e lo prendono a calci. A quel punto escono la moglie e l’amico. Si aggrappano ai due picchiatori per spostarli. La reazione è pazzesca. Un pugno in pieno viso stende Rosalba Malacarne, che sviene di colpo: anche lei si prende la sua razione di calci.
Poi, finalmente, la furia si placa. I quattro spariscono nel buio dei prati, forse hanno la macchina a due passi. Fatto sta che quando Santoni s’aggrappa al telefono e chiama i carabinieri, una pattuglia si lancia velocissima verso il rifugio. Strada facendo i militi non incontrano nessuno. E’ quello che fa pensare che i quattro energumeni (definizione che vale anche per la donna!) avessero portato la macchina fino al rifugio, in barba ai divieti, così da squagliarsela in un battibaleno.
Ancor prima di raccontare agli inquirenti, per filo e per segno, l’incredibile disavventura, sia Enzo Santoni che la moglie Rosalba hanno però bisogno delle cure dei sanitari. Lui, occhio pesto a parte, s’è rimesso abbastanza bene; lei, la moglie, sta decisamente peggio, è sotto shock, ha la faccia tumefatta, il collo a pezzi e botte dolorose alle braccia e al corpo.
Al Pronto Soccorso mentre li medicano, completano la testimonianza ai carabinieri, che ora hanno il compito - non facile - di risalire all’identità degli aggressori. Buone indicazioni, ma con calma, potrebbero arrivare da gente del tennese. Magari qualcuno ha notato la compagnia di balordi nelle ore precedenti all’incursione a San Pietro. Facile che siano passati a «carburarsi» in qualche bar della zona. Di sicuro i coniugi Santoni - che disobbedendo ai medici si sono fatti dimettere nella notte per non tradire la clientela domenicale - non hanno la minima idea di chi possano essere quei violenti. Nella mattinata di ieri, quando s’è sparsa la notizia dell’accaduto, prima che Rosalba tornasse all’ospedale per accertamenti, hanno ricevuto tantissima solidarietà.
L’accaduto, che non ha precedenti in zona, oltre che spaventare, ha anche il sapore della profanazione di un rifugio e della montagna: posti di pace, di amicizia e di serenità; non certo di provocazione, di pugni e di violenza stupida e gratuita.

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