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ROVERETO. 23 giugno 1912: il vescovo Celestino Endrici e il parroco di Rovereto tagliavano il nastro della nuova sede dell'oratorio, intitolato ad Antonio Rosmini. Esattamente cento anni fa: la parrocchia di San Marco, questo fine settimana, festeggia il secolo di vita dello storico centro di aggregazione giovanile di Rovereto. Oltre alla cerimonia ufficiale (venerdì), ci saranno giochi per ragazzi, un annullo filatelico il sabato ed una mostra fotografica. Per quest'ultima, la parrocchia ha portato alla luce l'immenso archivio fotografico dell'oratorio, e nelle foto - datate e meno datate - si riconosceranno davvero molti roveretani. I cento anni che si festeggiano riguardano l'edificio di via Paganini, voluto dall'allora parroco di Rovereto, monsignor Vigilio Parteli.
L'oratorio di Rovereto era stato istituito la prima volta proprio da Antonio Rosmini: nel 1834, appena divenuto arciprete di San Marco, inaugurò il primo oratorio al piano terra della canonica; questo fu poi trasferito in via delle Fosse. Quando nel 1905 monsignor Parteli divenne parroco, mise tra le sue priorità la nuova sede dell'oratorio. Era un'impresa, soprattutto dal punto di vista finanziario: dopo alterne vicende, prese in considerazione il terreno tra via Paganini e via Giardini (ora via San Giovanni Bosco). I rosminiani donarono il terreno allo stesso Parteli, con il vincolo di destinarlo ad oratorio. In seguito Parteli donò la proprietà alla parrocchia di San Marco. I lavori iniziarono nell'aprile del 1911, in un anno, tanto che a fine giugno il nuovo oratorio (solo maschile, è bene ricordarlo), intitolato ad Antonio Rosmini, venne inaugurato; primo direttore fu don Camillo Orsi. Due le ali principali, una delle quali destinata al "salone", ovvero il teatro.
Durante la prima guerra mondiale, con Rovereto sfollata, l'attività pastorale si svolse in esilio; ci furono molte difficoltà durante il periodo fascista, mentre l'oratorio uscì indenne dalla seconda guerra. Con il dopoguerra ripresero e si articolarono ancora di più le attività: filodrammatica, sport, il cinema, gli scout, l'Azione cattolica. Gli oratoriani espressero anche la classe politica di ispirazione cattolica (il sindaco Giuseppe Veronesi veniva dal "Rosmini"). Con gli anni Sessanta la società cambia, e inesorabilmente lo stesso oratorio muta la propria funzione. Dal 1971 viene gestito da ordini religiosi, prima i canossiani, poi, fino al 2000, i salesiani. Da allora l'oratorio vive otto anni di lavori e discussioni: oggi la parrocchia lavora per rilanciarlo quale centro della comunità. Le celebrazioni serviranno anche a questo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
