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ROVERETO. «Difficile lavorare in centro storico? A chi lo dice? Guardi, noi ci siamo ridotti l’orario di apertura serale per evitare problemi con il vicinato, cerchiamo di invitare i clienti a tenere basso il tono di voce quando sono all’esterno, limitiamo gli eventi musicali per concluderli entro le 20.30... Ma ciò evidentemente non basta se, come ci è capitato, dopo sette minuti che un gruppo aveva iniziato a suonare sono arrivati i vigili urbani a controllare evidentemente perché mandati da qualcuno. E mi dica lei come può lavorare in queste condizioni un esercizio in centro storico...».
Denis e Romina Bologna, arrivati dal Veronese, da poco più di un anno gestiscono il bar Centrale in piazza Erbe. Lo hanno rinnovato, hanno creato il loro giro di clienti, si sono proposti con una serie di iniziative «ma ora ci troviamo difronte a tutta molte di difficoltà e siamo stufi di dover “lottare” ogni giorno per poter svolgere il nostro lavoro».
Si parla di locali del centro e di rumore, di difficile convivenza tra gestori, clienti dei locali e residenti. Che ad ogni decibel in più rispetto a quelli che sono disposti a tollerare chiamano i vigili urbani. «Cosa ci posso fare io se parlando normalmente si raggiungono, e lo vede dallo strumento che ho per controllare, i 60-65 decibel quando il limite sarebbe di 45: dobbiamo andare al bar e stare zitti?» si chiede Denis Bologna.
Che per evitare discussioni con i vicini ha deciso di anticipare la chiusura del bar: «Durante la settimana abbiamo fissato l’orario a mezzanotte, il fine settimana al massimo l’una di notte quando noi potremmo tenere aperto anche più tardi. In estate la gente esce di casa più tardi del solito e cerca di intrattenersi un po’ più del solito: ma io non possono continuare a cercare di zittire i miei clienti, così come non posso farci nulla con chi si ferma a chiacchierare fuori dal locale anche quando io chiudo. Va a finire che questa città che vogliono sempre più sonnachiosa e silenziosa si spegne dal tutto...»
Un concetto, questo, evidenziato ieri sul Trentino anche dai titolari del Veggy Days e ancora prima da Michele Adami presidente del Consorzio Rovereto InCentro che ha affermato (in merito alle proteste per il rumore al Caffé Bontadi alle 9 di sera) che «lamentarsi alle 21 non è senso civico». E allora, come se ne esce? Una soluzione si troverà? «Gli esercenti - conclude Denis Bologna - sono disposti a collaborare ma il Comune li aiuti e non li penalizzi invece». Certo che «il troppo rigore fa male» detto dall’assessore Chiesa in merito al caso Bontadi può essere un buon punto di partenza per ragionare tutti assieme.
