TRENTO. Le associazioni dei consumatori parlano di una stangata di 1.129 euro all'anno per famiglia, che sommati alle misure varate dal governo Berlusconi fanno la bella cifra di 3.160 euro. È l'effetto della manovra Monti con le molte novità introdotte dal maxiemendamento, su cui oggi verrà chiesta la fiducia alla Camera, dove il testo verrà votato domani. Ma dal balletto delle modifiche apportate in extremis, chi ci perde e chi ci guadagna? Non è semplice districarsi tra le tante disposizioni, pensate appunto per tirare la coperta un po' di qua e lasciarla un più lunga altrove: è infatti un meccanismo che va in tutte le direzioni, nella - peggiore - tradizione della fiscalità italiana, con imposte bilanciate da deduzioni, detrazioni e franchigie ritagliate di volta in volta su una categoria sociale o un'altra. Sono comunque tre i principali fattori su cui un po' tutti stiamo facendo i nostri conti: pensioni, casa, conti correnti.

Di seguito, nel dettaglio, ecco che cosa accadrà sulla base di alcune semplici simulazioni, "tarate" su casi abbastanza frequenti che tutti noi possiamo riscontrare: un pensionato con piccola casa di proprietà, una coppia con figli e un professionista di mezza età, "single" e benestante. Pensioni. È il capitolo principale, se non altro per i mal di testa che da settimane sta procurando a chi la insegue e la vede invece allontanarsi sempre più. Al netto della "stretta" sulla generazione del 1952, che viene attenuata, la modifica più importante alla manovra riguarda in particolare la reindicizzazione dei trattamenti previdenziali fino a 1.400 euro, il triplo cioè della cosiddetta "minima", ma solo per il 2012: nei due anni successivi, il recupero del costo dell'inflazione riguarderà solo le pensioni fino a 935 euro.

Per il pensionato della nostra simulazione, che ipotizziamo ex operaio con un assegno mensile di poco superiore ai 1.500 euro, purtroppo non cambia nulla. Se fosse invece al di sotto della soglia prevista dalla manovra, il recupero sarebbe comunque di circa 350 euro all'anno, una trentina al mese. Brutte notizie invece se godesse di una "pensione d'oro", superiore insomma a 200 mila euro annui lordi: da lì infatti il governo troverà il denaro per alleviare i sacrifici delle pensioni meno ricche, con un prelievo straordinario del 15%. Ma vista l'entità del trattamento, sarebbero brutte notizie decisamente relative. La casa. Torna l'Ici, si sa, ma quanto pagheremo? Partiamo dal presupposto di un'aliquota standard pari al 4 per mille. Il nostro pensionato ha due figli, ma vivono per conto loro. Non contano insomma per poter usufruire della maggiorazione della detrazione introdotta dal maxiemendamento, 50 euro a figlio fino a un massimo di 400. Potrà dunque detrarre solo in 200 euro validi per tutti.

E se la ipotizzassimo per la sua abitazione una rendita catastale di 500 euro, la rivalutazione porterebbe a un'Ici di 136 euro. Per la nostra coppia, che immaginiamo con due bambini in età scolare e un'abitazione un po' più grande (rendita di 700 euro), l'Ici sarebbe invece di 170 euro. Mentre per il professionista benestante e single, in un ampio appartamento con rendita da 1000 euro, ecco un'Ici decisamente più corposa, pari a 472 euro. E nel caso in cui possedesse anche una seconda casa, magari altrettanto grande, ad esempio una villetta al lago o in montagna, e si tratta di un caso tutt'altro che raro in Trentino, ecco arrivare la mazzata: 1.267 euro.

Conti correnti. Restiamo al professionista: sicuramente non potrà godere dell'esenzione dal bollo di 34,20 euro, a meno sul suo conto non immobilizzi meno di 5 mila euro all'anno. Circostanza invece altamente probabile nel caso del pensionato, che probabilmente ha invece da parte qualche migliaio di euro in titoli di Stato. In questo caso, l'esenzione dal bollo sui conti correnti sarà per così dire pareggiata dalla minipatrimoniale sui depositi finanziari, che è pari appunto a 34,20 euro. Cifra che probabilmente dovrà mettere in conto di pagare anche la nostra coppia con figli. E se entrambi lavorano, ecco raddoppiare il sacrificio familiare per il bollo. Con un'avvertenza: in caso di un terzo conto corrente in famiglia, magari per le spese di casa relative alle bollette o al supermercato, sarà meglio fare attenzione e alimentarlo con giroconti mensili limitati allo stretto indispensabile, restando sotto alla soglia dei 5 mila euro medi annui. Altrimenti il bollo è destinato inevitabilmente a triplicare.