ROVERETO. Accompagnato nella caserma dei carabinieri dal proprio papà (forse dopo una sonora ramanzina) per firmare la denuncia (al Tribunale dei minori) per rifiuto di fornire le proprie generalità e una segnalazione al Commissariato del governo per violazione dell'articolo 75 del dpr 309/90 sulla detenzione di sostanze stupefacenti. Protagonista della vicenda un sedicenne roveretano.

Succede tutto venerdì sera, a Borgo Sacco. La pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile sta effettuando il classico controllo del territorio. Arriva in via Fedrigotti. All'altezza del nuovo parcheggio, inaugurato giusto una settimana fa, i militari notano un gruppetto di ragazzini. Non stanno facendo nulla di male: chiacchierano e ridono. Ma quando l'auto dei carabinieri entra nel parcheggio uno dei ragazzini fa un gesto che non passa inosservato. Lancia qualcosa a terra, poco lontano. I militari, a questo punto, bloccano l'auto e chiedono al ragazzino spiegazioni sul gesto.

Il sedicenne si mostra agitato, raccontano i militari, che raccolgono poco lontano un pezzetto di “fumo”, avvolto in un cellophane. Sulla bilancia fa 0,4 grammi. Alla richiesta di fornire la carta d'identità e fornire le proprie generalità, il ragazzino invece si allontana e scappa. I carabinieri chiedono agli altri ragazzini presenti il nome dell'amico. In poco tempo, inviati i dati alla centrale operativa del “112”, i carabinieri scoprono anche il nome dei genitori. Viene avvisato il padre del ragazzo che si incarica di portare in caserma il proprio figliolo. Il quale non è giustificato, ma ha firmato tutte le scartoffie della denuncia al tribunale dei minori e della segnalazione al Commissariato di governo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA