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TRENTO. Sono passati cento anni da quando i padri Cappuccini si sono presi in carico il servizio religioso agli ammalati. Allora i frati erano presenti all'ospizio del Santa Chiara di via S.Croce, poi anche loro hanno seguito gli ammalati nel nuovo ospedale. Ora il loro compito è finito. Meglio, cambia. C'è una data precisa: quella del 17 ottobre, quando all'ospedale nascerà ufficialmente la cappellania. Il servizio religioso non sarà più gestito "autonomamente" dall'Ordine dei padri Cappuccini, ma sarà affidato a una equipe mista. Il responsabile sarà don Cornelio Carlin - che lascia la parrocchia di Povo - aiutato da padre Ezio Tavernini (Cappuccino), don Walter Rizzi, padre Renzo Roccabruna (Camilliano trentino di ritorno da Treviso). Novità assoluta, segno dei tempi, la presenza di un laico, Carlo Tenni. «Sì - dice l'ex infermiere, in pensione da pochi mesi dopo 41 anni di attività -, è una rivoluzione se vogliamo. Fino ad ora gli ordini religiosi gestivano autonomamente il servizio di assistenza spirituale. Ora si costituisce una sorta di equipe con diverse presenze, organizzata e che si confronta. E' anche un po' il segno dei tempi. In altre realtà italiane è già presente, ma il fatto che si apra alla presenza dei laici risponde a esigenze sia di numeri, visto che i sacerdoti sono sempre meno, sia di sensibilità diverse. Ma anche come presa in carico da parte della comunità di questo importante servizio di conforto e di aiuto». La nuova azione pastorale proposta dalla diocesi di Trento rappresenta dunque una novità importante in un ambito dove la richiesta di spiritualità ma anche di sola attenzione è molto alta. Lo testimonia la presenza alla Messa quotidiana e quanto la figura del religioso sia ricercata lungo le corsie di degenza. La tonaca del frate fra i letti dei malati è sempre stata vista come una presenza importante. «Qualche anno fa forse di più - aggiunge Tenni - ma anche oggi un conforto religioso o una semplice parola di conforto e di condivisione è molto cercata. Anche da chi non è cattolico. Capita di incrociare musulmani piuttosto che testimoni di Geova: di sicuro non ci tiriamo indietro. Ci possiamo fare da tramite per cercare qualche rappresentante religioso richiesto, ma la presenza e l'aiuto va al di là dell'aspetto religioso confessionale». Lo spirito di Santa Chiara e del servizio all'ammalato non verrà dunque trascurato, ma affrontato in chiave nuova. «Non saranno più - ha scritto padre Ezio Tavernini nella presentazione della novità - solo i Cappuccini a svolgere il servizio di assistenza spirituale agli ammalati: cambieranno i protagonisti e lo stile. I problemi legati alla comunicazione giocano un ruolo determinante per il futuro della pastorale sanitaria, ben vengano dunque gli aggiornamenti e i nuovi strumenti, che consentiranno di svolgere con maggior efficacia questo delicato servizio. La Chiesa riconosce come ricchezza la varietà delle vocazioni. Così, dopo la sostituzione delle suore da parte di professionisti qualificati e motivati nati dallo sviluppo della scienza infermieristica, vedremo anche la metamorfosi della cura spirituale, con la formazione di personale laico che, pur non sostituendole, affiancherà le figure religiose».
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