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TRENTO. La manovra di riduzione fiscale del governo Renzi rischia di avere un impatto pesante sul bilancio provinciale: a ballare potrebbero essere 80-90 milioni di euro su una manovra 2014 che si attesta a 4 miliardi 489 milioni di euro, in calo dell’1,1% rispetto al 2013. Il motivo è presto detto: meno tasse per i lavoratori significano meno gettito per le casse dello Stato e quindi della Provincia (che trattiene i 9 decimi di quanto versato sul proprio territorio). Provincia che proprio in queste settimane è alle prese con la manovra di assestamento 2014 che approderà in aula il 7 aprile.
Quanto minor gettito? Difficile dirlo oggi con precisione, hanno spiegato ieri il presidente della Provincia Ugo Rossi e la dirigente del dipartimento affari finanziari Fulvia Deanesi, che hanno illustrato la Finanziaria alla prima commissione del consiglio. Le verifiche da parte degli uffici sono già cominciate, ma prima bisognerà capire nel dettaglio in quali misure concrete si tradurranno gli impegni annunciati dal presidente del consiglio nella sua mirabolante conferenza stampa di martedì. E così per il momento si tratta di previsioni a spanne, chiarisce la dottoressa Deanesi, anche perché non ci sono da calcolare solo le voci in sottrazione - ovvero il potenziale mancato gettito di Irpef dai lavoratori e Irap dalle imprese - ma anche i possibili effetti positivi della detassazione, che rilanciando i consumi porterà con sè anche un prevedibile aumento di gettito fiscale di Iva ed Ires di cui beneficerà naturalmente anche il Trentino. Non solo: tra gli effetti a segno più sulle entrate andrà calcolato anche l’annunciato aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%, che porterebbe a un incasso per lo Stato di 2,4 miliardi.
Numeri alla mano, a livello nazionale è stato calcolato in 10 miliardi all’anno di minori entrate fiscali l’impatto della riduzione dell’Irpef sui lavoratori dipendenti, che porterà in media 80 euro in più in busta paga a chi guadagna fino a 1500 euro al mese. Siccome la detrazione partirà da maggio, togliendo il periodo gennaio-aprile per il 2014 si scenderebbe a circa 6,6 miliardi, un intervento le cui coperture finanziarie non sembrano ancora essere state individuate con precisione.
In Provincia si parte dalla considerazione che l’impatto in Trentino rispetto al nazionale si aggira normalmente attorno all’1%. Su 10 miliardi totali, si tratterebbe di 100 milioni, che potrebbero scendere a 80-90 considerando che la misura entra in vigore ad anno inoltrato. Senza fare cifre, il presidente Rossi conferma che «l’impatto sul nostro bilancio è sicuro», «questo tipo di manovre dello Stato si riflettono sempre sulle Regioni, è sempre andata così. Basta pensare che tra il 2009 e il 2011 la spesa dello Stato è calata del 13% mentre quella delle Regioni del 38%». E quindi? «Bisognerà risparmiare ancora di più - aggiunge il governatore - ma posso dire che questo non si scaricherà sui cittadini con tagli ai servizi, non vedo questo pericolo». Quel che è certo è che occorrerà una correzione in corsa del bilancio. Anche perché la Provincia dovrà ricalibrare i propri interventi di riduzione fiscale inseriti nella manovra con quelli che saranno varati a livello nazionale. Nel caso dell’Irap la Provincia ha già previsto una clausola di salvaguardia: le agevolazioni provinciali alle imprese valgono 110 milioni, Renzi ha annunciato un taglio del 10% che in Trentino varrebbe circa 15 milioni (che dunque la Provincia recupererebbe rispetto agli impegni finanziari previsti). Per quanto riguarda l’Irpef il governo è andato ben oltre la Provincia: quest’ultima ha previsto una riduzione dell’addizionale regionale dall’1,23 allo 0,9% per i redditi fino a 28 mila euro (valore 14 milioni di euro), lo sconto del governo riguarderebbe l’Irpef per i redditi fino a 25 mila euro lordi. «In funzione di come avanzerà la manovra nazionale, ci riserveremo di introdurre una norma di copertura», ha spiegato ieri Rossi, «dobbiamo per altro considerare che la manovra potrà agire in maniera positiva rilanciando i consumi, e portare così ad un effetto positivo sulle entrate di Iva e Ires». Effetti positivi che potranno dispiegarsi in particolare sul bilancio 2015.
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