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ROVERETO. Intercettazioni, far west, scorte armate, protezioni silenziose al sindaco Miorandi. Lo scenario descritto dall’ultima interrogazione del consigliere provinciale, Claudio Civettini, rappresentante della Lega Nord Trentino «Rovereto come Palermo e sindaco sotto scorta?» ha destato sorpresa. Sia nello stesso primo cittadino Andrea Miorandi, in vacanza con la famiglia, sia nelle stesse forze dell’ordine della città. Tutti, in maniera corale, smentiscono categoricamente sia la task force a protezione del sindaco sia l’aumento di vigili urbani nel filtro di accesso dei cittadini in Comune (all’agente in servizio come piantone al pianterreno invece è stato chiesto solo di fare più attenzione alle persone che entrano ed escono, spiegnao dal Comando). Come si ricorderà, a inizio dicembre, ad un giornale locale era stata recapitata una lettera dai contenuti minatori contro il sindaco Miorandi. Da allora, secondo Civettini, nei confronti del sindaco le forze dell’ordine avrebbero adottato una sorveglianza più stretta. «Da giorni, corre voce - scrive Civettini - sarebbe attiva una task force di protezione per il sindaco che, parebbe, partirebbe addirittura nel filtro dei cittadini in orario in udienza, fino alla messa a disposizione di veture (blindate?) e di una squadra di vigili urbani, sempre al seguito del primo cittadino nei vari spostamenti».
Il sindaco Miorandi si affida all’ufficio stampa per rassenerare la situazione: «Mai chiesta o avuta una scorta, non è stato rafforzato il presidio dei vigili urbani all’ingresso del Comune, non è stato chiesta una sorveglianza alle altre forze dell’ordine presenti in città», spiega il capoufficio stampa Danilo Fenner. Tuttavia Civettini chiede al presidente Dorigatti una risposta scritta in merito alle indagini sugli autori delle minacce, la protezione garantita al sindaco dallo stesso comandante dei vigili urbani e quanti altri politici trentini vivono sotto scorta».©RIPRODUZIONE RISERVATA
