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TRENTO. «Siamo in un tornante della storia. La mia generazione ha creduto che la strada verso democrazia e progresso fosse in discesa, ma non è così. Le elezioni europee del 2019 saranno uno scontro cruciale tra liberali europeisti ed euroscettici anti-immigrati». Con queste parole Enrico Mentana, giornalista e direttore del TGLa7, ha affrontato il nesso tra crisi della democrazia e rifiuto dei migranti, in un Teatro Sociale gremito per il diciassettesimo Incontro Nazionale di Emergency. Mentana ha illustrato il caso svedese per dimostrare come il sovranismo anti-migranti non sia un’esclusiva solo italiana: «Proprio a causa della percepita “emergenza migranti” la civilissima e socialdemocratica Svezia, la patria dello Stato sociale che ti segue “dalla culla alla morte”, vedrà con ogni probabilità andare al governo una formazione con radici nel neofascismo e nel neonazismo. Nell’Ungheria di Orban non hanno visto nemmeno un migrante, eppure basta la “paura” per fargli vincere le elezioni. Ma guardiamoci bene dall’individuare il salvatore dell’Europa nel presidente francese Macron». Mentana ha rilevato come il crollo delle ideologie abbia portato alla crisi della fiducia nella politica: «Nel corso di questi anni di crisi economica, le popolazioni hanno visto la politica impotente nell’offrire soluzioni ispirate ad una visione del futuro. Oggi si vive nel “presentismo” dei sovranisti, che si nutre solleticando le paure immediate. È questo il leitmotiv delle destre di tutto il mondo, da Trump a Putin». Tuttavia per fare un’autentica democrazia, sottolinea Mentana, non basta vincere le elezioni: «La democrazia non è “ho vinto io, ora governo e tu rosichi”, ma è l’arena dove si confrontano le ideologie. Ma oggi i partiti si assomigliano tutti, si sono ridotti a sigle». Il giornalista rileva come la “narrazione ribalda” dei sovranisti si fondi su alcuni elementi di realtà: «Le cooperative che facevano affari sporchi sulla pelle dei migranti sono esistite per davvero, così come è vero che la sinistra si è dimostrata “salottiera”, incapace di vedere il dramma delle periferie ed incapace di offrire un governo efficace dei fenomeni migratori. Ma le accuse del procuratore Zuccaro che collegava le Ong con gli scafisti sono state tutte archiviate e nessuno è stato indagato: ciò nonostante, nel “pensiero popolare”, la “teoria Zuccaro” circola ancora, come si vede sui social». Mentana sottolinea le responsabilità dei governi di centrosinistra: «Minniti è arrivato quando la partita era già finita. La sinistra è stata capace di rispondere alla crisi migratoria del 2015, con centinaia di migliaia di persone in arrivo in Europa, con la retorica dell'«Italia che sa accogliere». Renzi non ha capito il fenomeno e a sinistra nessuno si è assunto delle responsabilità per la crisi democratica di questi anni: è la dimostrazione che servono sigle nuove, facce nuove. La crisi democratica non può essere risolta da chi ha contribuito a generarla».
Mentana non vuole credere che sia tutto perduto: «Serve un impegno dei giovani, serve che gli anziani si facciano da parte, vadano in pensione, perché i giovani non debbano vivere di paghette ma di stipendi. Solo così si può creare un movimento di riapertura del paese».
Mentana non vuole credere che sia tutto perduto: «Serve un impegno dei giovani, serve che gli anziani si facciano da parte, vadano in pensione, perché i giovani non debbano vivere di paghette ma di stipendi. Solo così si può creare un movimento di riapertura del paese».
