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TRENTO. Torna questa mattina nell’aula del consiglio provinciale l’incredibile dibattito sulla legge contro l’omofobia che nei mesi scorsi ha impegnato i consiglieri (anche di domenica!) a discutere del sesso degli ornitorinchi, della masturbazione a scuola e del pericolo di scoprire solo a 50 anni (con i problemi alla prostata) se si è uomini o donne. Di questo si è parlato nelle lunghe maratone ostruzionistiche, con i consiglieri dell’opposizione decisi a non far passare un disegno di legge di iniziativa popolare e sostenuto dalla maggioranza. Chi fosse passato in aula nelle lunghissime sedute (trascritte parola per parola in centinaia di pagine) avrebbe avuto qualche difficoltà a capire l’oggetto della legge. E’ invece chiarissimo il tenore del dibattito che ha impegnato per lunghe giornate i consiglieri provinciali. Ecco alcuni passaggi dei loro interventi, come risultano dai verbali del consiglio provinciale.
Autonomisti con i baffi, per caso siete donne?
Collega Kaswalder, la invito a pensare a un'assemblea del Patt in cui si va a spiegare queste cose e a chiedere a quelli di Mori, di Riva e della valle di Cembra: ma voi perché portate i pantaloni, il cappello e i baffi? Non è che per caso siete delle donne? (Claudio Civettini)
Il lavoro ai trans
Quindi, il giovane lavoratore che a 20 anni esce dal mondo della scuola e vuole lavorare sarà discriminato rispetto al transessuale e al transgender ai quali saranno dati percorsi facilitati per entrare nel mondo del lavoro, mentre per il giovane, che non voglio chiamare “normale”, ma che non ha queste particolarità, questo canale privilegiato non c'è. (Maurizio Fugatti)
Ben vengano i gendarmi, altro che il gender!
Gli autonomisti della Valfloriana si chiedono cos'è il gender? Un gendarme? Se fosse gendarme ben venga, ma gender è un'altra cosa. Uno di Valfloriana dice: che bravi che portano avanti la questione dei gendarmi o del “zendro”. Ma non bisogna raccontargli palle. Bisogna dirgli che a scuola attraverso questo meccanismo c'è una smobilitazione del sistema famiglia (Claudio Civettini)
Famiglia tradizionale
L'unica cosa per cui mi dispiace venire in aula a discutere il sabato e la domenica è per la famiglia: mia moglie e i miei due figli. Sì una famiglia tradizionale (Massimo Fasanelli)
Calcio e pallavolo
Una volta a Borghetto i bambini giocavano a calcio e le bambine a pallavolo ma non si può più! Se suo nipote, consigliere Kaswalder, vuole giocare a pallone con i maschietti non può! Bisogna che a ricreazione vada a giocare con le bambole o a pallavolo. Dobbiamo insegnare che tu, Alberto, di 6 anni, devi lasciar stare il pallone e occuparti dello shopping (Maurizio Fugatti)
Mariotto e Giuseppa
E quando ci sarà da fare il presepe? Si prenderà il Gesù o la Gesua? si prenderà la Maria o il Mariotto? Il Giuseppe o la Giuseppa? (Claudio Civettini)
Masturbazione in classe
Io non voglio che ai miei nipoti si insegni a masturbarsi in classe. Non è questo il nostro problema. Per scoprire la sessualità la scoprono loro, come l'abbiamo scoperta in miliardi di persone (Claudio Civettini)
Il terzo genere
L'università del Vermont iscrive il terzo genere: né M né F. Questo ha comportato l'installazione di un nuovo software al costo di 80 mila dollari. Dovrà adeguarsi anche la Provincia conseguentemente alle azioni che stiamo intraprendendo (Marino Simoni)
Su Facebook 69 generi
Aggiungo che ormai negli Stati Uniti quando fai un account su Facebook mentre noi abbiamo maschi e femmina ci sono 69 possibilità. Questa è la realtà che abbiamo davanti (Walter Viola)
No, sono 56
Faccio notare che la vostra legge è discriminatoria perché parla solo di otto generi mentre un documento su internet ne indica 56: transperson, transman, transmale, transfemale. Una sfilza di generi che o li inseriamo tutti o lasciamo fuori tutti (Claudio Cia)
Nè uomo, nè donna: ecco il ragazzo ornitorinco
Esiste un ragazzo che non si sente né uomo, né donna e non si riconosce in nessuno dei 56 generi. Lo trovate su You Tube. Questo ragazzo si riconosce in un ornitorinco e sta trasformando il suo volto in quello di questo animale. Perché non rincorriamo anche l'esigenza di questo soggetto? (Claudio Cia)
Il libro per bimbi che non riesco a leggere
Nelle scuole chiederanno: i rapporti omosessuali sono naturali? La risposta sarà sì, il sesso tra le persone dello stesso sesso è presente in tutta la storia dell'umanità – che diamine, Gilmozzi! - fin dall'antica Grecia. Invece di insegnare la storia ai bambini di 7 anni insegnano che fin dall'antica Grecia i rapporti omosessuali sono naturali. Bellissimo! Io che ho 40 anni non riesco a leggere questo libro, figuriamoci un bambino di 7-8 anni. Gilmozzi poi te ne do una copia così lo leggi bene prima che arrivi alle scuole di Cavalese. Qui si ride, ma mi viene da piangere (Maurizio Fugatti)
La diversità in ladino
Continuo nella lettura di questo illuminante libricino per la scuola elementare. Il libro “Educare alla diversità” che, consigliere Detomas, ritengo farete tradurre anche in ladino quando avrete approvato la legge (Maurizio Fugatti)
La prostata rivelatrice
Non possiamo andare a dire ai bambini che non esiste il maschio e la femmina. Non possiamo aspettare che uno arrivi a 50 o 60 anni per capire se è uomo o donna, magari perché l'ipertrofia prostatica. E' solo lì che scopriremo di essere uomini? (Claudio Cia)
Mamma, sei un uomo!
Non oso pensare cosa possa dire mia madre a 93 anni del fatto che è donna perché suo padre e sua madre l'hanno educata male: mamma, non sei una donna! (Claudio Civettini)
Attributi
Se noi stiamo qui non è per controllarci rispettivamente gli attributi, non ho mai controllato gli attributi di nessuno e non inizierò a 52 anni. No, siamo qui per difendere una questione di principio, che è di fondamentale importanza (Rodolfo Borga)
La matematica non è un opinione
Consigliere Baratter, io non so dove lei abbia studiato la matematica ma la avviso che i giorni necessari per approvare questo disegno di legge sono 190, a 12 ore al giorno. Quattordici giorni sarebbe uno scherzetto. Questo è meglio che si sappia perché magari qualche consigliere di maggioranza crede che stiamo qui qualche giorno e risolviamo tutto (Rodolfo Borga)
