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TRENTO. Uno scherzo un po’ troppo realistico rischia di costare molto caro a un operaio di 37 anni di Borgo Valsugana. L’uomo, una sera che era solo in casa, alcuni mesi fa, ha chiamato i carabinieri e il 118 sostenendo che la sua fidanzata veniva violentata da un paio di malintenzionati che, addirittura, l’avevano legata alla gru del cantiere di fronte al palazzo in cui vive l’uomo. I carabinieri, ascoltando il racconto concitato e spezzettato dell’operaio che sembrava in preda a una vera e propria crisi di pianto, si sono precipitati sul posto in forze. I militari, temendo una vera violenza sessuale, sono corsi a tutta velocità e a sirene spiegate. Anche un’ambulanza del 118 è arrivata a tutta birra. Quando i soccorsi sono giunti sul posto della presunta violenza, però, non hanno trovato nessuno. Non c’era nessuno attaccato alla gru.
Così i militari hanno suonato al campanello dell’uomo che li aveva chiamati. Sembrava ancora sconvolto. Anzi, quasi delirava. In preda al panico ha detto ai carabinieri che la sua ragazza era stata ammazzata dai due violentatori che poi si erano allontanati con il cadavere. Un racconto talmente spaventoso da mettere i primi dubbi ai carabinieri.
I militari comunque, hanno cercato nella direzione in cui l’uomo diceva di aver visto allontanarsi i due con il cadavere. Non hanno trovato nulla. Poi, dopo qualche decina di minuti, si sono tranquillizzati quando la presunta violentata è tornata dal centro commerciale dove era andata con la madre a fare shopping. I carabinieri non l’hanno presa bene e hanno denunciato per procurato allarme l’uomo che li aveva chiamati.
La Procura in questi giorni gli ha inviato un decreto penale di condanna. Adesso l’uomo dovrà pagare 3.500 euro oppure fare opposizione tramite il suo legale, l’avvocato Romina Targa.
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