TRENTO. La ministra del Lavoro Elsa Fornero dovrebbe arrivare al Festival dell'Economia nei prossimi giorni, come previsto. «Le misure di sicurezza - spiegano al Commissariato del Governo - saranno rafforzate, con una maggiore presenza di forze dell'ordine, come del resto avviene in tutti i casi in cui arrivano personalità al centro dell'attenzione. Non sono previste però misure speciali». Nonostante le proteste annunciate da giorni in città - come testimoniano i volantini attaccati ai totem del Festival e sui muri del quartiere centrale - Tito Boeri, responsabile scientifico dell'evento, si dice tranquillo.

Professor Boeri, con quale spirito affrontate il festival, sapendo della tensione generale e in particolare delle proteste annunciate a Trento?

Il tema dell'edizione 2012 “Cicli di vita e rapporti tra le generazioni”, sta appieno dentro il profondo e giustificato disagio che percepiamo nel paese. Parleremo molto delle principali aree di disagio sociale, come ad esempio quella dei giovani, che sono in grossa difficoltà nel trovare un lavoro. Anzi, direi che il dato sulla disoccupazione giovanile registrato dall’Istat è perfino una sottostima di quel disagio, perché tanti giovani finita l'Università aspettano un certo tempo a mettersi alla ricerca di un lavoro, che sanno di non poter trovare facilmente. Poi ci sono i pensionati, che avevano investito i risparmi sulla casa, pensando ad una vecchiaia serena, mentre adesso il Governo deve inevitabilmente tassare la casa, giustamente, perché siamo in una fase di consolidamento della fiscalità.

Una critica preventiva verso il festival è che farete solo qualche blanda valutazione problematica sul capitalismo, senza metterlo in discussione. Che ne dice?

Non credo proprio che sia così. Daremo voce a visioni diverse, quest'anno avremo ospiti diversi dalla scorsa edizione, perché cerchiamo ogni anno di innovare, invitando se possibile chi sta all'avanguardia della ricerca in campo socio-economico. Ad esempio, abbiamo invitato un personaggio molto critico come Serge Latouche. Siamo aperti al confronto vero, infatti alla fine di ogni conferenza ci sarà mezz'ora per un libero dibattito.

Siete preoccupati per le tensioni avverso l'arrivo della ministra Elsa Fornero, che sono state annunciate?

Non siamo per nulla preoccupati, perché confidiamo nell'interesse per gli argomenti trattati, verso i quali il nostro pubblico ha sempre mostrato attenzione.

Ma non sarà una passerella acritica per i politici?

No, noi non diamo la tribuna a nessuno, invitiamo i politici in quanto competenti e di fronte alle loro responsabilità di governo. Gli incontri hanno un vero contraddittorio. In generale percepiamo bene la tensione e il disagio sociale nel paese, come dicevo, e anche l'astio contro i politici. Si respira aria di protesta e disagio, e questa tensione porta spesso a comportamenti anche molto negativi. Però allo stesso tempo girando l'Italia io trovo tanti cittadini, soprattutto tanti giovani che vogliono confrontarsi e capire. Parleremo molto di temi vicini alla gente, come la scuola e l'università, più che nelle passate edizioni.

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