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ROVERETO. Una vita a servire caffé, cappuccini e brioches. A sorridere ai clienti, ma anche a rimproverarli (se del caso) con toni duri e parole pesanti ma sempre con rispetto. Ora però Silvana e Alma, dopo cinquant’anni di attività, hanno deciso di fermarsi e passare il testimone ad una giovane ragazza. Ma le sorelle Muraglia (la prima titolare, la seconda collaboratrice) che al bar pasticceria Silvana di via Mazzini (conosciuto anche come bar Piccoli visto che Silvana era la moglie di Sergio Piccoli) se ne vanno con nostalgia pensando a tutti quei roveretani, e sono stati davvero tanti, che sono passati di lì: «Ho sempre voluto bene a tutti e tutti, credo, hanno voluto bene a me e a mia sorella anche se qualche volta tiravo fuori quattro.... - ricorda Silvana - Un legame e un affetto mai venuti meno tanto che anche adesso sogno ancora i miei clienti...».
Aveva 19 anni Silvana quando, il 15 ottobre 1963, accoglieva per la prima volta i clienti: «All’inizio ero timida e agitata, poi con il passare del tempo ho superato le difficoltà nel rapportarmi sia con i giovani e gli anziani. Per tutti c’era un sorriso, una parola e prodotti di pasticceria buoni tanto da far concorrenza all’Andreatta. Qua venivano studenti che marinavano la scuola e che ora me li trovo dottori, avvocati... Ma anche anziani che qualche volta “rompevano”. Ma alla me zent ho sempre voluto bene».
E da martedì (l’inaugurazione però sarà sabato alle 17) sarà Beatrice Maule (aveva la pizzeria Oasi a Marco) a raccogliere la difficile eredità con il “Vanilla cafè”: «E’ un bell’impegno ma sono fiduciosa. Ero cliente, come la mamma, di Silvana di Alma e spero di essere alla loro altezza...». (g.r.)
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