TRENTO. «L’offerta che abbiamo presentato era la migliore che potevamo fare senza andare in perdita una volta ottenuta la gestione dello skibus. Siamo molto dispiaciuti di aver perso il nostro secondo appalto più grosso, ma nelle gare qualche volta si vince e qualche volta si perde». Il direttore del Consorzio trentino autotrasportatori (Cta) Mauro Merlo spiega così la clamorosa debacle del Cta nell’appalto che ha assegnato la gestione del servizio skibus in provincia. Una concessione da circa 800 mila euro vinta, senza troppa fatica (è bastato un ribasso dello 0,2%), dall’azienda romana Trotta bus.

Direttore, vi siete presentati a una gara al ribasso offrendo una riduzione dello 0,01% e specificando che non avevate il numero di mezzi per sostenere il servizio. Volevate davvero vincerlo questo appalto?

Certo che volevamo vincerlo, ma senza andare a perderci dopo. Il ribasso dello 0,01% era il massimo che potevamo fare, altrimenti tra spese di carburante, personale, gestione del servizio, sarebbe bastato un guasto tecnico a un mezzo per farci andare in negativo.

E per quanto riguarda i mezzi? E’ vero che mancavano proprio quelli del presidente del consorzio Lorenzo Laner che l’anno scorso ad Andalo s’era visto fermare due skibus per mancata revisione?

Noi siamo privati e come tali ci comportiamo. Alla Trentino Trasporti abbiamo specificato che eravamo carenti per quanto riguardava la tratta per Andalo. Poi se era quella di Laner o di un altro consorziato questo non è importante. La cosa importante da dire è che per fare lo skibus servono autobus urbani ribassati che, una volta terminata la stagione invernale, non possono essere utilizzati per fare altri servizi. Dalla scorsa stagione ci sono venuti a mancare dei veicoli. Mi dica chi investirebbe risorse private per comprare nuovi autobus, utilizzarli solo d’inverno e con il rischio di non vincere nemmeno l’appalto. In teoria l’imprenditore dovrebbe fare investimenti per poi ottenere nuovi guadagni.

Ma in questa maniera, quindi, non vincerete mai più l’appalto per lo skibus?

Alla Provincia abbiamo detto: se vinciamo l’appalto facciamo investimenti e possiamo comprare i nuovi mezzi. Altrimenti non ci conviene. E per la stessa ragione abbiamo deciso di non partecipare all'appalto per il servizio di trasporto dialisi e alla tratta Brescia-Campiglio. Non possiamo andare in perdita.

A lei viene mossa l'accusa che non c’è mai. Vive in Sardegna e poi perde pure gli appalti. Cosa risponde?

Quando c’è stata la gara per lo skibus ero qui a Trento e non è servito a vincere l’appalto. Io nelle occasioni importanti vengo sempre su e poi, giusto l’altro giorno, il Corriere della Sera spiegava che il telelavoro è il futuro.

Taxibus è una vostra consorziata ed è nell’occhio del ciclone per ragioni finanziarie, per mancati pagamenti al personale e per questioni di sicurezza. Come vi state rapportando con i proprietari?

Stiamo applicando le procedure interne del regolamento del consorzio. Non esistono intoccabili da noi. Ma c’è anche da dire che il consorzio ha un’età media dei mezzi che non supera i 7 anni, non abbiamo mai avuto un incidente e nemmeno un giorno di sciopero. E da quel che so io non ci sono state problematiche legate a mancati pagamenti degli autisti, in Taxibus.

Ma se proprio loro il 4 giugno avevano manifestato sotto la Provincia dicendo che guidavano mezzi pericolosi e che non ricevevano nemmeno i soldi per la benzina?

Beh, non era proprio per le paghe. Comunque quello era stato un bell'esempio di come in Cta si possa manifestare senza scioperare e senza creare disservizi.

A noi hanno detto che ora molti di loro hanno paura di ripetere quelle proteste perché hanno ricevuto pressioni. Che lei sappia hanno raggiunto gli obiettivi sperati?

Questo non lo so. Le manifestazioni si fanno per manifestare. Se tutti le facessero e poi raggiungessero risultati concreti altro che forconi. Starebbero tutti sempre in piazza a far proteste.