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TRENTO. Trenta secondi, al massimo un minuto di guerriglia urbana. Calci, pugni, cinghie e c’è chi dice di aver visto anche mazze da baseball. Ieri alle 19 in via Verdi, a pochi metri dall’ingresso del Duomo, è scoppiata una rissa politica che vedeva contrapposti studenti di Sociologia ad esponenti del Blocco studentesco e di Casa Pound arrivati in città, pare da Bolzano. Tre i feriti portati al pronto soccorso che per fortuna non sono gravi, ma c’è anche chi si è preso una cinghiata in testa ed è rimasto in via Verdi.
La ricostruzione di quanto è successo è molto confusa, fatta di pezzi di racconti delle persone che erano in via Verdi e che da un momento all’altro si sono trovati catapultati in una scena di violenza così inusuale in città. Ora è al lavoro la Digos della polizia per cercare di ricomporre quanto è avvenuto e per identificare chi ha picchiato. E perché.
Il punto di partenza per raccontare questo brutto episodio è un semplice aperitivo organizzato al «Line Cafè» dal Blocco Studentesco che per la prima volta si presenterà alle elezioni universitarie. «Non sapevo che si trattasse di un incontro di questo genere - spiega Franco Scrivano, il titolare del bar - se no non gli avrei detto di sì. Tutto è successo all’improvviso: sono volati sedie, tavoli e bicchieri. Certo dei danni me li hanno fatti, ma la cosa importante è che nessuno si sia fatto male in maniera seria». Dunque la notizia dell’aperitivo degli studenti di «destra» arriva a Sociologia e un gruppo si organizza per una sorta di contromanifestazione: occupano tutti i tavolini e affiggono uno striscione contro il fascismo. C’è un po’ di tensione, si discute, ma poi (e siamo alle 19) da piazza Duomo arrivano una ventina di giovani. «Avevano il cappuccio - racconta un testimone che in quel momento stava entrando all’edicola di via Verdi - e sul braccio avevano la fascia di Casa Pound. Sono andati verso la Filarmonica dove era stato appeso lo striscione e lo hanno strappato».
Tutto succede velocemente. Anche per chi era lì, per chi ha visto tutto, è difficile staccare i vari fotogrammi per avere un racconto completo. E così si spiega che all’improvviso è scoppiata la violenza. Calci a persone che erano già per terra, pugni dati quasi alla cieca e poi le cinghie alzate in aria per poi colpire in qualsiasi parte del corpo. Trenta secondi, forse qualcosa in più e poi i ragazzi di destra corrono verso via Rosmini per sparire. Arriva l’ambulanza e arriva anche la polizia. A terra ci sono alcuni studenti feriti. Due in particolare (uno è di Bolzano) vengono caricati e portati all’ospedale per degli accertamenti ma sembra che le ferite non siano gravi. Arriva anche la Digos che inizia a fare domande, a raccogliere testimonianze. E forse un aiuto potrebbe arrivare anche dalle telecamere che in via Verdi sono numerose.
Dopo mezz’ora la zona è tornata alla normalità ma per terra ci sono i cocci dei bicchieri a testimoniare quello che è successo. E nell’atrio di Sociologia viene indetta in pochi minuti una partecipata assemblea straordinaria «contro i fascismi in città».
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