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TRENTO. Il documento uscito martedì sera dall'assemblea sui problemi della viabilità a Cadine andrà ad aggiungersi alle delibere che nel passato hanno già evidenziato i mali che affliggono il paese. Una trentina le persone che hanno risposto alla convocazione della circoscrizione del Bondone per l'assemblea sollecitata dai consiglieri del gruppo “Insieme sul territorio”, la maggior parte di queste concordi nell'affermare che dei tanti documenti già prodotti per la sicurezza pedonale in paese, ben pochi sono stati i risultati ottenuti.
E' stato il consigliere Roberto Cimadom a ricordare le richieste da tempo sul tappeto: «L'elenco di cose non fatte è lungo, ma la priorità assoluta è quella di mettere in sicurezza le strade centrali del paese, via della Posta fino alla piazza della Regola e poi, oltre l'ex statale, via di Coltura fino a Sentierlonc, perché una viabilità a misura di pedone è alla base di un paese vivibile. Avevamo chiesto che questo percorso fosse segnalato per il servizio Pedibus, delimitandolo con una segnaletica particolare per i pedoni, in modo che i bambini che confluiscono dal paese vecchio verso la scuola materna e le elementari, possano farlo in sicurezza».
«Richieste – ha sottolineato Cimadom – che sono state avanzate dal 2006, senza risultati. L'amministrazione comunale ci ha risposto che non si sono trovate soluzioni».
Il documento proposto ieri da Fabrizio Leonardelli ricalca le richieste riassunte da Cimadom, nel quale si afferma che i cittadini «preso atto che l'attuale situazione della viabilità interna dell'abitato di Cadine non garantisce la sicurezza dei pedoni e che non è stata individuata una soluzione al riguardo», ribadiscono che «la mobilità pedonale debba essere garantita con priorità rispetto a quella veicolare» e chiedono che si mettano in atto “tutti gli interventi che possano garantire la massima sicurezza degli spostamenti pedonali lungo le principali vie dell'abitato (via della Posta, via del Capitello, via di Coltura)». È toccato al presidente Sergio Cappelletti, in apertura dell'assemblea, affermare che invece dei risultati si sono ottenuti: «La Provincia sta procedendo ai lavori per la messa in sicurezza della strada che dal Forte di Cadine porta al paese. Si stanno costruendo i marciapiedi e sistemando le fermate dell'autobus, per poter consentire ai pedoni di raggiungere le fermate all'altezza della rotatoria di Sopramonte in sicurezza. Si è inoltre realizzato un percorso pedonale da piazza della Regola al Centro civico ed è stato pure cambiato il nonno vigile, sia a Cadine che a Sopramonte, con soddisfazione di tutti».
Altri interventi nel corso della serata hanno sottolineato come accompagnare i bambini a scuola la mattina (sono 79 quelli della materna e 98 alla primaria) sia pericoloso perché via della Posta è stretta e, non essendo possibile realizzare i marciapiedi, andrebbe realizzata una segnaletica che costringesse gli automobilisti ad andare più piano. Pericoloso è anche l'attraversamento dell'ex statale perché, se è pur vero che il traffico è diventato il 10 per cento rispetto a quello prima della costruzione delle gallerie, è anche vero che il semaforo a chiamata non sempre funziona, perché molti automobilisti non si fermano nemmeno quando diventa rosso. Del problema, del resto, era stata informata sia l'amministrazione comunale, sia il comandante della polizia municipale, con un documento di un gruppo di genitori.
Ma quello che proprio non va giù agli abitanti di Cadine è la risposta che lo scorso settembre ha dato loro l'assessore alla mobilità Michelangelo Marchesi e il dirigente del servizio urbanistica Giuliano Stelzer. Quest'ultimi hanno affermato come sia impossibile tracciare un vero percorso pedonale e quindi l'unico intervento potrebbe essere intervenire sulla pavimentazione. Ma, ribadisce Stelzer da noi contattato ieri, «modificare la segnaletica orizzontale ha ricadute sul Codice stradale, quindi potrebbe creare confusioni. La richiesta di sicurezza è sacrosanta da parte degli abitanti, ma ritengo che l'unica soluzione possa essere intervenire sull'arredo urbano, per indurre gli automobilisti ad andare più piano». Ora gli abitanti di Cadine tornano alla carica.
