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TRENTO. Che nella zona di passo Valles e della val Venegia ci fosse il lupo si sapeva, ma che un solo esemplare potesse far fuori una trentina fra pecore e agnelli, alcuni sbranati, altri solo azzannati, alcuni infine finiti in un dirupo, nessuno l’aveva messo in conto. Ma questo è ciò che è accaduto nella notte fra sabato e domenica vicino al laghetto di Cima Caladora, tra passo della Venegiota e forcella Venegia.
E’ stato il pastore, il giovane fiemmese Fabio Zwerger, 22 anni, a scoprire la «strage» alle prime luci dell’alba quando è salito in quota dal passo, dove aveva pernottato assieme alla compagna. Subito ha chiamato Alice Masiero (che da circa un anno condivide con lui la vita libera dei pastori) che ieri sera al telefono ha raccontato al Trentino: «Una cosa terribile e straziante. Era una giornata nebbiosa, ma in mezzo alla nebbia abbiamo trovato carcasse dappertutto. C’era davvero da avere paura, oltre naturalmente al dolore e alla rabbia per quelle povere bestie».
I due giovani avevano cominciato da alcuni giorni la lunga discesa verso valle al termine dell’estate, ma si erano trattenuti un giorno in più per evitare di rallentare il traffico dei turisti la domenica. E proprio l’ultima notte in quota è arrivato il lupo. I forestali - intervenuti sul posto - sono d’accordo: «Gli elementi che abbiamo raccolto fanno pensare ad un lupo, ma abbiamo comunque disposto il test del dna su alcuni campioni di saliva per averne la certezza» spiegano.
Potrebbe trattarsi di un solo esemplare (magari quello avvistato in zona nelle settimane scorse) anche se chi è salito in zona fatica a credere che un massacro del genere possa essere opera di una sola bestia: «Una cosa davvero impressionante e penosa» racconta Giovanni Zanon, presidente della comunità della valle di Fiemme e zio di Fabio.
Zanon è salito in quota in prima persona a dare una mano, per tutta la giornata, a radunare gli animali che si erano dispersi in una zona piuttosto ampia: «Abbiamo recuperato in vita alcuni agnellini, ma non è escluso che nei prossimi giorni si trovino altri animali morti in qualche dirupo». Non è facile tirare le somme di un gregge di circa 500 pecore e in serata Alice conferma che c’erano purtroppo tante pecore che chiamavano (invano) il proprio agnellino.
Oggi i forestali torneranno in quota per approfondire la situazione e organizzare il recupero delle carcasse, sempre che le condizioni meteo lo rendano possibile.
Secondo gli esperti si tratta di un lupo salito dalla Lessinia, di sicuro si tratta di un episodio destinato a fare impressione: non avevamo ancora imparato a rapportarci con gli orsi e già dobbiamo fare i conti con i lupi.

