TRENTO. L’attuale regolamentazione delle svendite non piace ai commercianti trentini che preferirebbero poter tornare al passato, quando le svendite avevano date fisse e si potevano fare solo a fine stagione. Oggi invece in deroga alla legge nazionale che fissa la data di partenza di quelle invernali al 5 gennaio, in Trentino il mercato è libero. Insomma, tutti fanno quello che vogliono e questo non piace perché mette a rischio le strategie di vendita dei commercianti che non possono più contare su periodi precisi di saldi uguali per tutti e di momenti omogenei di commercio. E questa libertà va a toccare anche il periodo natalizio, scombussolando quello che un tempo era un periodo “sacro” per fare affari. Diversi negozi, infatti, hanno abbassato i prezzi alla riapertura post natalizia, “rompendo” l’equilibrio.

“Basta presentare la domanda 15 giorni prima della data scelta – spiega Luisa del negozio Carrera di Via Manci – per poter cominciare quando si vuole. Molti hanno iniziato il 27 dicembre, altri il 29 per far scattare il periodo previsto di 60 giorni. Noi abbiamo iniziato il 2 gennaio, ma siamo tra gli ultimi”.

Il paradosso ce lo segnalano Pamela e Cristina del negozio “Stella Zeta” di Via Oriola: “La casa madre di Bologna ha fatto iniziare le svendite in tutti i negozi della catena il 2 gennaio, così il 30 e 31 non abbiamo venduto praticamente nulla, perché i clienti entravano alla ricerca di articoli in svendita e non trovandoli, andavano ad acquistare altrove”. Di fatto se consideriamo i due mesi invernali ed altrettanti in estate, sono già quattro su dodici quelli con merce scontata e se a questi aggiungiamo le svendite lanciate a vario titolo e gli sconti periodici su determinati prodotti, i periodi dell’anno a prezzo pieno è davvero breve.

“Per il bene dei commercianti si dovrebbe tornare ad una data fissa – afferma Ivan Anesi di Paranà – uguale per tutti. Esattamente come si faceva una volta: a fine stagione e per un periodo limitato di giorni. Non è possibile che sotto Natale che è il nostro periodo migliore, ci siano negozi già in svendita che vanno ad aggiungersi alle infinite scontistiche applicate dai negozi online che penalizzano chi sta alle regole. Noi abbiamo iniziato il 2 gennaio, ma rispetto ad altri siamo in ritardo anche di una settimana: l’attuale regime va modificato”.

Ma poi c’è anche chi parte con la svendita ed esaurisce la merce sugli scaffali. È successo da Thun Shop di Via Diaz: “ La politica aziendale - spiegano Paola e Gabriele – è quella di scontare unicamente le fine serie ed una linea creata esclusivamente per le svendite, questo anche per dare la massima trasparenza: è stato un successo. Abbiamo iniziato il 27 dicembre, esaurendo la merce esposta. Stiamo aspettando il riassortimento che pensiamo non sarà l’unico prima del 28 febbraio, ultimo giorno delle svendite”. Allora è ancora caccia all’affare? Partiamo dal presupposto che gli articoli così detti continuativi, come lo possono essere i jeans, le camice bianche, le cravatte o gli accessori d’abbigliamento, sono a prezzo pieno alla pari dei primi pezzi della stagione primavera-estate. Sul resto sconti che vanno dal 20 al 70% e qui se si trova la taglia e un modello che piace, il risparmio ci può essere. Oppure si punta ad uno specifico articolo come da “Stella Zeta” dove tutti i portafogli da donna sono proposti a 5 euro e i cappelli invernali sono scontatissimi. Da Paranà -sconti da 20 al 50% - l’affare lo si può fare sul dolce vita capo must dell’inverno 2018 o su tutti i capi in pelle.