TRENTO. Taglio netto all’indennità dei consiglieri di 500 euro (da 5.950 a 5.435 euro netti al mese) attraverso la cancellazione della diaria esentasse di 3.207 euro, tetto massimo di 750 euro per i rimborsi (ma solo se rendicontati), abolizione definitiva dei vitalizi (per tutti il nuovo sistema previdenziale sarà interamente contributivo), contributo di solidarietà che sale al 12% per gli ex consiglieri.

Ci sono le firme di tutti i capigruppo in calce al disegno di legge che riforma le indennità e i vitalizi dei consiglieri regionali, depositato il 28 agosto: Zeni (Pd), Pichler Rolle (Svp), Lunelli (Upt), Ottobre (Patt), Heiss (Verdi) e Chiocchetti (Ual) per la maggioranza, Borga (Pdl), Penasa (Lega), Sembenotti (Civica), Klotz (Stf) per le minoranze, più i membri dell’ufficio di presidenza (il vicepresidente Depaoli, Mussner, Civico, Munter e Seppi). Dopo mesi di serrate trattative e di mediazioni da parte della presidente Rosa Zelger Thaler, tutto lascia pensare che il consiglio regionale possa approvare il testo in un clima (insolitamente) bipartisan.

Ma resta ancora da sciogliere il nodo dei tempi di attuazione della riforma, e per questo oggi la presidente Thaler ha convocato l’ufficio di presidenza i capigruppo per definire l’iter del disegno di legge, che sarà affidato alla prima commissione. Il testo del ddl è chiaro: la nuova disciplina sul trattamento economico e il nuovo regime previdenziale su base contributiva scatterà dalla XV legislatura, ovvero con il nuovo consiglio che sarà eletto nell’ottobre 2013.

Ma il Pd è intenzionato a rilanciare la propria richiesta: approvare una norma transitoria che faccia scattare da subito tutti i tagli possibili. «Non c’è nessun impedimento a votare un taglio dell’indennità di 500 euro equivalente alla soppressione della diaria», spiega il consigliere Mattia Civico, componente dell’ufficio di presidenza. Si tratterebbe di aumentare la decurtazione dell’indennità (di 290 euro) approvata nel dicembre 2011 e in vigore fino a fine legislatura.

Da parte sua, la Svp con il capogruppo Pichler Rolle ha già detto chiaramente, ribadendolo nel vertice di inizio agosto a Malga Corno, che eventuali emendamenti al testo condiviso rischierebbero di far saltare l’accordo. Ed è un rischio che il Pd non vuole correre: «Il risultato che abbiamo raggiunto è importante - spiega civico - il nostro non è un aut-aut ma una richiesta . Vogliamo decidere insieme le parti di questa riforma che possono essere applicate da subito».

Tra i provvedimenti già approvati in questa legislatura e la nuova legge, il risparmio per la Regione sarà di circa 5 milioni all'anno. Nel 2008, quando è iniziata la legislatura, un consigliere provinciale guadagnava 6.780 euro netti al mese. Oggi, a fronte del taglio di 290 euro scattato dal 1° gennaio 2012 e dal blocco dell'adeguamento Istat (in atto dal 2010) ne guadagna 5.950. Se entrerà in vigore la riforma Thaler, l’indennità scenderà a 5.435 euro, una riduzione che sfiora il 20% e che porterà i consiglieri regionali (trentini e altoatesini) ad avere gli emolumenti più bassi d'Italia, meno dei 5.666 euro che oggi percepiscono i loro colleghi dell'Emilia Romagna. Prevista anche un ulteriore taglio del 25% dell’indennità di funzione dei membri dell’Ufficio di presidenza. Se un consigliere viene sospeso dalla carica per un procedimento penale, riceverà un assegno di un terzo dell’indennità: in caso di proscioglimento, gli verrà corrisposta la differenza.

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