Trento. Assemblea di Trentino Solidale infuocata: il presidente CarloRigotti si è dimesso e ha lanciato accuse pesantissime: «Non posso più assistere a razzismo e furto di cibo destinato ai poveri». Il fondatore Roberto Vergari ha replicato con altrettanta veemenza: «Si mistifica la realtà, il bene che Trentino Solidale fa è molto più grande rispetto a furti di cibo episodici, conseguenza della miseria in cui molti versano». Il neopresidente Giorgio Casagranda ha tuonatp dal palco contro il predecessore: «A distruggere ci vuole un minuto, a costruire ci vogliono anni». Oggetto del contendere è il furto del cibo, prossimo alla scadenza o appena scaduto, che Trentino Solidale raccoglie presso la grande distribuzione per distribuirlo agli indigenti.

L'assemblea annuale di Trentino Solidale, presso l'auditorium della Circoscrizione San Giuseppe, diventa teatro di accuse al vetriolo, in merito alla gestione di una realtà associativa diventata negli anni sempre più grande e complessa.

L'accusa

L'ex presidente Carlo Rigotti si è dimesso dopo 13 mesi di mandato e non ha risparmiato bordate: «Esiste un sistema all'interno che ignora il fenomeno del furto di cibo raccolto ai supermarket. Il consiglio direttivo ha evitato ogni ragionamento sul fenomeno, non applicando le delibere approvate per combatterlo». Rigotti individua inoltre atteggiamenti "razzisti": «I lavoratori di pubblica utilità di origine straniera vengono apostrofati con epiteti razzisti da parte di altri volontari». In merito all'accusa di furto del cibo, Rigotti spiega: «Ci sono "autisti" che prelevano il cibo presso i punti vendita e si riempiono il bagagliaio della macchina. Mi si risponde che rubare per mangiare sia accettabile? Allora si cambi il codice penale». La platea resta fredda di fronte alle accuse pubbliche di Rigotti, ma poi in forma privata diversi volontari gli stringono la mano, avendone apprezzato le rivelazioni.

La risposta

Il fondatore ed ex presidente Roberto Vergari ha preso la parola per respingere le accuse di Rigotti: «Il furto di cibo è un problema che è sempre esistito e che ci siamo posti. Fa parte "del gioco", quando ci si confronta con le fragilità economiche: la famiglia marocchina che mette gli otto figli a presidiare contemporaneamente diversi punti vendita per accaparre quanto più cibo esiste. Ma è la logica della miseria, incomprensibile a noi che facciamo tutti i giorni la spesa al supermercato». A margine, Vergari sottolinea: «Trentino Solidale dà da mangiare a diecimila famiglie con i suoi duecento volontari. Il bene che fa è molto più grande di questi episodi». Dal palco il neo-eletto presidente Giorgio Casagranda ha tuonato rabbiosamente contro Rigotti: «A distruggere quanto fatto in tanti anni ci vuole un minuto. Non basta un anno da presidente per poter fare certe affermazioni». L'assemblea ha risposto con un'ovazione pressoché unanime, segno che molti dei volontari non si sono rispecchiati nelle parole di Rigotti. Casagranda ha incalzato: «Bisogna pensare all'impegno dei volontari, che spesso arrivano proprio dalle file di chi chiedeva aiuto perché non aveva di che mangiare».

Le reazioni

Tra le reazioni c'è quella di Bruno Masè, storico volontario di Trentino Solidale, che prende le distanze dalle accuse dell'ex presidente: «Arrivo dal volontariato puro, in cui si aiutava con poco, oggi l'associazione è cresciuta a tal punto che gli episodi di questo tipo sono un male necessario». Di simile avviso la vicesindaca Mariachiara Franzoia, presente all'assemblea: «Per fortuna c'è Trentino Solidale, che sostiene chi si trova in difficoltà. Episodi come quelli raccontati esistono sicuramente, ma in una grande realtà è pressoché inevitabile».

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