TRENTO. La quotidiana passeggiata di primo mattino si è trasformata in un incubo per una sessantenne che ha subito un brutale tentativo di violenza sessuale. Gettata a terra da un uomo che le è arrivato alle spalle, ha avuto la capacità di reagire e di costringere alla fuga il suo aggressore che aveva già iniziato a toglierle i vestiti. Tutto questo è avvenuto domenica mattina, prima delle 7.30 mentre la donna stava passeggiando lungo il Fersina, a poca distanza da decine e decine di casa. Un atto di violenza bruta sul quale i carabinieri stanno cercando di far luce e soprattutto di individuare l'uomo, l'aggressore. Di lui si sa pochissimo perché la donna non è stata in grado di fornire elementi importanti. Non ha mai parlato e quindi non ci sono accenti o inflessione da «analizzare». Ha raccontato di non averlo visto in viso perché aveva una sciarpa, tipo una kefiah che gli copriva il volto. Basta, gli investigatori non hanno altro in mano visto che nella zona non ci sono telecamere che lo abbiamo potuto immortalare. Né, sembra, ci siano testimoni. Come detto la donna stava facendo una passeggiata stile nordic walking, aiutata da due bastoncini. Si era svegliata presto come d'abitudine e aveva scelto il percorso che segue il Fersina per sgranchirsi le gambe. L'aggressione è avvenuta nel piccolo parco che si affaccia sul fiume. L'uomo l'ha colta alle spalle. Con una mano le ha tappato la bocca impedendole in questo modo di urlare, di chiedere aiuto. L'ha gettata per terra e ha infilato una mano nei pantaloni della tuta di lei cercando di toccarle nelle parti intime. La donna, però, ha avuto la forza di reagire. Ripresasi dalla sorpresa dell'aggressione è riuscita a divincolarsi, ad liberare la bocca e ha iniziato ad urlare. L'uomo, a questo punto, ha forse temuto che le grida della sia vittima richiamassero l'attenzione di possibili passanti e l'ha lasciato, scappando via. Lo ha fatto dando sempre la schiena alla donna e togliendole in questo modo la possibilità di vederlo, almeno per un attimo in viso. Così è riuscita a memorizzare solo il giaccone e quella sciarpa a quadratini. Ripresasi dallo choc, la donna ha chiamato i carabinieri. Quelli del nucleo radiomobile sono arrivati immediatamente sul posto e hanno ascoltato il suo racconto. Immediatamente sono partite le indagini per arrivare all'identificazione dell'uomo. La speranza e che qualche altra persona si sia trovata nei pressi del parco prima o dopo l'aggressione e sia in grado, in questo modo, di dare un identikit dell'uomo che ha cercato di violentare la sessantenne. Fino ad ora sembra, però, che a quell'ora di domenica mattina non ci fosse nessuno lungo la passeggiate del Fersina.

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