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TRENTO. Studiare è anche una questione di genere. Nel Comune di Trento la maggioranza degli iscritti ai licei linguistico (85%), artistico (73,8%), classico (72,9%), coreutico (72,2%) e delle scienze umane (77,3%) è rappresentata da ragazze. Se si volge lo sguardo agli istituti tecnologici, invece, la percentuale si inverte: nell'85,7% dei casi queste scuole sono frequentate da ragazzi, che rappresentano la maggioranza (52%) anche nei licei scientifici e negli istituti tecnico-economici. Il dato è contenuto all'interno del Bilancio di genere del Comune di Trento, finanziato da Unicittà e curato da un gruppo guidato dalla professoressa Barbara Poggio del Centro studi interdisciplinari di genere (Csg).
Il documento è stato presentato ieri (21 febbraio) alle commissioni bilancio e politiche sociali, riunite in seduta congiunta, e sarà illustrato integralmente a marzo in un incontro pubblico. Il trend dell'istruzione superiore si manifesta anche durante il percorso universitario. Sono soprattutto donne le persone iscritte alle facoltà di lettere, filosofia, giurisprudenza e sociologia, mentre negli ambiti scientifici le donne sono sottorappresentate (14,5% di iscritte a Ingegneria e scienza dell'informazione, 16,5% in ingegneria industriale, 32% in fisica, 45,5% in matematica e 46,3% in biologia integrata).
I numeri dicono che in Trentino sono in aumento le donne accolte nei servizi antiviolenza: nel 2017 sono state 298, nel 2021 sono passate a 389. Sono in calo invece gli accessi di donne ai pronto soccorso per violenza: si è passati da 526 casi nel 2017 a 469 nel 2022. Ad essere implicati nei crimini sono soprattutto uomini (82,5% delle persone denunciate o fermate nel 2022 è maschio), mentre a percepire maggiore insicurezza sono le studentesse universitarie: il 32,7% di loro si sente poco sicura in orario serale o notturno, e il 15,5% non si sente per niente sicura a girare per la città in quello stesso orario. Percentuali che calano rispettivamente al 6% e all'1,8% quando vengono interrogati gli studenti.
