TRENTO. Quel bimbetto paffuto piangeva disperato e nulla sembrava poterlo fermare. Per questo, i genitori si sono rivolti al reparto di ortopedia pediatrica del Santa Chiara e lì, hanno fatto una scoperta sconcertante: il loro figlio di soli dieci mesi aveva una gamba rotta, una frattura parzialmente scomposta di tibia e perone destri, per la precisione. L’episodio è accaduto il 23 marzo dello scorso anno e i genitori - una coppia trentacinquenne originaria di Napoli ma da tempo residente nel capoluogo - si sono immediatamente rivolti alla Procura di Trento, denunciando per lesioni le due maestre del centro infantile privato dove il bambino era stato fino a qualche ora prima di essere portato all’ospedale. La coppia è infatti convinta che il bimbo si sia procurato lì la lesione alla gambina. Nella denuncia, infatti, la mamma racconta di essere stata contattata telefonicamente da una delle due maestre che le ha chiesto di andare a prendere il piccolo dal momento che piangeva senza sosta. Alle 13, invece, all’asilo nido è andato il papà e dopo qualche ora, visto che la situazione non migliorava, i genitori si sono rivolti prima alla struttura sanitaria e, poi turbati dal responso dei medici, all’autorità giudiziaria. La coppia, assistita da un collegio difensivo composto dall’avvocato trentino Michaela Grazia Biasion e dal padovano Salvatore Frattallone, vuole sia fatta piena luce, convinta che le maestre non abbiano vigilato a dovere. Il consulente del pm, d’altra parte, ha escluso un movimento “distrattivo“ e secondo il pronto soccorso la frattura potrebbe essere riconducibile ad una caduta o ad un peso finito sulla gamba del piccolo.
Diversa la versione dei fatti fornita dai responsabili della struttura che negano d’aver chiamato la mamma perché il bimbo piangeva. «Ci sono i tabulati telefonici che lo dimostrano - spiegano - e quando il papà è venuto a prendere il piccolo gli ha messo le scarpine e se n’è andato. Difficile immaginare che il figlioletto avesse una gamba rotta. Poi sappiamo che sono andati a pranzo fuori, che il bambino ha fatto il pisolino e che solo dopo che s’era svegliato l’hanno portato in ospedale».
Dopo mesi di indagini, intanto, la Procura ha chiesto l’archiviazione, cui i legali della coppia si sono subito opposti, chiedendo ulteriori indagini. A breve il giudice di pace si esprimerà sulla richiesta d’archiviazione: potrebbe accoglierla oppure disporre il rinvio a giudizio delle due insegnanti per lesioni colpose o anche disporre nuove indagini. «Abbiamo la massima fiducia nella magistratura - commenta l’avvocato Frattallone - perché è indispensabile sapere cos’è accaduto. A oltre un anno di distanza il piccolo non è ancora guarito e non sappiamo quali saranno per lui le conseguenze future».
Diversa la versione dei fatti fornita dai responsabili della struttura che negano d’aver chiamato la mamma perché il bimbo piangeva. «Ci sono i tabulati telefonici che lo dimostrano - spiegano - e quando il papà è venuto a prendere il piccolo gli ha messo le scarpine e se n’è andato. Difficile immaginare che il figlioletto avesse una gamba rotta. Poi sappiamo che sono andati a pranzo fuori, che il bambino ha fatto il pisolino e che solo dopo che s’era svegliato l’hanno portato in ospedale».
Dopo mesi di indagini, intanto, la Procura ha chiesto l’archiviazione, cui i legali della coppia si sono subito opposti, chiedendo ulteriori indagini. A breve il giudice di pace si esprimerà sulla richiesta d’archiviazione: potrebbe accoglierla oppure disporre il rinvio a giudizio delle due insegnanti per lesioni colpose o anche disporre nuove indagini. «Abbiamo la massima fiducia nella magistratura - commenta l’avvocato Frattallone - perché è indispensabile sapere cos’è accaduto. A oltre un anno di distanza il piccolo non è ancora guarito e non sappiamo quali saranno per lui le conseguenze future».
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