TRENTO. Dal luglio dell’anno scorso il Comune di Trento ha affidato a Trentino Riscossioni il recupero delle multe non pagate, che ogni anno ammontano a quasi la metà di quelle emesse. Se non che, delle 7.500 comunicazioni che stanno arrivando da Trentino Riscossioni in questi giorni agli automobilisti indisciplinati, 3500 sarebbero sbagliate. Vuoi perché le multe in realtà sono state già pagate, vuoi perché la comunicazione è arrivata al destinatario diverso (magari perché al momento della contravvenzione non era il proprietario alla guida dell’auto), fatto sta che le lettere stanno suscitando un vespaio di proteste. Anche ieri pomeriggio, infatti, alla sede della polizia locale, nonostante la chiusura al pubblico, si aggiravano automobilisti con le lettere di Trentino Riscossioni in cerca di qualche spiegazione.

Allora proviamo a ricostruire cosa può essere successo, sulla base di una testimonianza che abbiamo ricevuto al giornale. L’interessato spiega imbufalito che di recente gli è stata notificata la lettera di Trentino Riscossioni, la quale comunica “il mancato incasso della contravvenzione” e chiede di provvedere. Nel caso specifico, ci spiega il cittadino, la notifica riguarda una multa elevata nell’agosto del 2012 ma, ritenendo fosse ingiusta, quest’ultimo si era rivolto al giudice di pace. Il ricorso venne bocciato, ed allora al protagonista della vicenda non è rimasto che pagare l’obolo, regolarmente versato agli sportelli della polizia di Trento, il 14 febbraio del 2013. Ora, la comunicazione di mancato incasso, fa mandare su tutte le furie l’interessato. «Non solo mi imputano di non avere pagato, - spiega - ma non riesco nemmeno a mettermi in contatto telefonicamente con l’ufficio sanzioni, per comunicare che ho la ricevuta per provarlo. Non sono mai riuscito a comunicare con anima viva, solo con la segreteria registrata».

Si tratta evidentemente solo di una testimonianza, ma in questi giorni c’è da giurare che saranno in molti a dovere sprecare il loro tempo, per cercare una ricevuta, magari sfortunatamente andata persa, per dimostrare che l’errore non è del destinatario della lettera, ma del mittente.

Interpellato ieri il presidente di Trentino Riscossioni, Alberto Rella, ha ammesso che qualcosa non ha funzionato nella comunicazione tra il Comune di Trento e la società partecipata. «Le lettere errate - ha affermato Rella - riguardano solo il Comune di Trento».

Abbiamo allora chiesto lumi al comando della polizia locale. La vice comandante, Maria Teresa Maniero, fornisce una risposta sul meccanismo della procedura, ma non sulla causa alla base degli errori. Spiega, con molta disponibilità, Maniero che «il comando di polizia locale di Trento Monte Bondone, per prassi, invia tramite l’azienda affidataria del servizio, l'ultimo avviso per gli utenti inerente sanzioni al codice della strada applicate negli anni precedenti». Ed aggiunge: «Queste comunicazioni costituiscono un momento di collaborazione tra la pubblica amministrazione e i cittadini, permettendo di verificare le rispettive informazioni e di correggere eventuali errori, dimenticanze, omissioni o imprecisioni che possono essersi verificate da entrambe le parti». Nel linguaggio burocratico, si capisce che può succedere che ci siano «errori e dimenticanze», peccato che quando gli errori, come in questo caso, sono commessi dell’amministrazione, per i cittadini implica comunque la perdita di tempo, prima di tutto di dovere cercare la ricevuta (se la multa è stata effettivamente pagata), poi di dovere mettersi in contatto telefonicamente, cosa che risulta il più delle volte impossibile, visto il micidiale meccanismo delle segreterie che invitano «a non agganciare per non perdere la priorità acquisita».

Al malcapitato che è in regola e lo deve dimostrare, non resta altro, come consigliato dalla nota «di avere a portata la lettera di ultimo avviso, l'attestazione di pagamento della sanzione e qualsiasi altro documento attestante la posizione del richiedente». Ricordando che gli uffici sono aperti dal lunedì al venerdì, ore 8.30 -12.30.