TRENTO. Spunta anche la delega all’adunata degli alpini, ambita in casa Patt - risulta - dal consigliere Dario Maestranzi. Del resto nel risiko del rimpasto-minirimpasto-attribuzione di deleghe con cui il sindaco Alessandro Andreatta prova a far uscire la sua giunta dal guado e a salvare la legislatura in Comune, non sono solo i posti in giunta a fare gola.

Ça va sans dire, quelli sono i più ambiti. In questi giorni gli occhi sono comprensibilmente puntati sul Cantiere-Upt - il principale vulnus per la maggioranza di Andreatta dopo la decisione del sindaco di escludere dalla squadra di governo mister preferenze Salvatore Panetta, preferendogli la non eletta Chiara Maule - ma nel Patt gli appetiti non sono da meno. E se non si può avere uno scranno da assessore, almeno una delega può regalare un posto al sole.

Anche nel gruppo autonomista, non è un mistero, lo scontento cova dall’inizio della legislatura: per alcune scelte di giunta del sindaco mal digerite, e più in generale per un mancato coinvolgimento dei consiglieri. «Il sindaco non ascolta, si è fatto troppo poco», dichiarava a giugno il consigliere Tiziano Uez, uno senza peli sulla lingua, dopo aver confessato di essere lui uno dei franchi tiratori che avevano impallinato (per la seconda volta) la delibera sul personale della giunta.

Proprio a Uez - dicono le indiscrezioni del toto-rimpasto - il sindaco avrebbe pensato per una delega al decoro urbano, tema caro al consigliere che ha accusato l’amministrazione di fare poco per la sicurezza e contro il degrado della città. Ma nel Patt ci sono altri aspiranti alle deleghe, come il consigliere Maestranzi che si sarebbe fatto avanti per gestire il grande evento dell’adunata 2018 degli alpini a Trento (dimenticando forse che una parte del suo partito, più vicina agli Schützen, non vede proprio di buon occhio l’evento). Anche in questo caso Andreatta dovrà dipanare la matassa, sapendo che ogni scelta accontenterà qualcuno e scontenterà altri. Del resto - ha ripetuto in questi mesi il sindaco ai suoi collaboratori - più che con le richieste dei partiti oggi ci si trova a fare i conti con richieste di singoli, o gruppetti interni.

E se la lotta fratricida dentro il Cantiere-Upt è cosa nota, e potrebbe concludersi con il «sacrificio» di Chiara Maule a vantaggio di Panetta, anche nel Patt c’è chi - raccontano i ben informati - sarebbe pronto a sacrificare la propria assessora ripescata dal sindaco tra i non eletti della lista autonomista (Marika Ferrari), vissuta in fondo come elemento estraneo al partito, messa in lista senza velleità di elezione, men che meno di assessorato. Pare che la proposta al sindaco sia stata questa: rinunciamo all’assessora, al suo posto potrebbe andare Lucia Coppola (quota rosa assicurata) che lascerebbe così la presidenza del consiglio al capogruppo Alberto Pattini. Risiko, appunto.(ch.be.)