TRENTO. La regia del Comune, gli strumenti di Dolomiti Ambiente e il “sudore” dei cittadini. Il Comune ha dato il via alle “Pulizie di primavera”: questo il nome di un’iniziativa che porta la firma dell’assessore comunale all’ambiente, Marika Ferrari. «Siamo in quello che tradizionalmente è il periodo delle grandi pulizie e noi proviamo a ripulire la città», sorride. «Lo facciamo con l'aiuto dei cittadini. Abbiamo chiesto la collaborazione delle Circoscrizioni, che conoscono bene il territorio. L'idea è quella di individuare tutti i punti dove ci sono degli abbandoni di rifiuti, indipendentemente dal fatto che siano o no di proprietà del Comune. In modo da avere una visione d'insieme della situazione. Dopo di che, per le aree di proprietà comunale, chiediamo a cittadini volonterosi e a gruppi e associazioni dei quartieri se sono disponibili a pulirle. Questo per iniziare ad instaurare un processo di cura del territorio, tramite l'iniziativa “Al mio quartiere ci penso anch'io”. Per le zone della Provincia o dei privati, lo scopo è di fare un ragionamento serio su come intervenire, magari provando a coinvolgere i proprietari stessi». Il punto di partenza è quello di disporre di una panoramica sulle aree maggiormente interessate dal fenomeno. «Ne parleremo anche in commissione - continua Ferrari - perché ho ricevuto talmente tante interrogazioni in consiglio comunale su questa materia - da come interviene il Comune a quali sono i tempi, fino a come comportarsi quando i rifiuti abbandonati si trovano in terreni privati - che forse è il caso di fare un ragionamento generale e provare ad abbozzare una soluzione».
Il secondo e conseguente obiettivo è di «individuare possibili controlli e intervenire posizionando stanghe, telecamere, recinzioni e cartelli».
La fase attuale è quella di raccolta delle segnalazioni dei punti di abbandono da parte delle diverse Circoscrizioni. «Per ognuna di esse ho chiesto che venissero identificati un paio di referenti, che in questi giorni stanno venendo da noi al servizio ambiente a indicare sulla cartina i punti di abbandono». Nel frattempo «lo stesso servizio promuove l'iniziativa “Al mio quartiere ci penso anch'io” che fa parte del Progetto Beni comuni della collega assessora Maule, dove l'associazione di turno che vuole collaborare interviene».
L’effetto tam-tam produce un circolo virtuoso: «Si era costituito per primo il gruppo “Puliamo Spini”, formato da cittadini con grande senso civico, e poi, sul suo esempio, è sorto quello denominato “Puliamo Gardolo”. Ora la zona nord della città è presidiata. I residenti hanno capito come funziona: ogni volta che c'è un abbandono basta compilare il modulo apposito e contattare il referente di Dolomiti Ambiente, che fornisce i sacchi e il materiale per la raccolta».
A Gardolo c'è appena stata la prima giornata ecologica. «L'altra sera siamo stati all'Oltrefersina e ho invitato questi due gruppi: valgono più le parole e l’esperienza di chi già opera di mille delle mie. Per la gente il problema non era tanto di raccogliere i rifiuti ma di sapere dove metterli senza pagare lo smaltimento. Le signore intervenute a Gardolo erano entusiaste di quanto stanno facendo e hanno testimoniato che l’iniziativa è anche un'occasione per socializzare».