TRENTO. Un progetto slegato dal contesto, un parco sopraelevato senza identità, un verde frammentato, troppi parcheggi, collegamenti inefficaci, percorsi pedonali e ciclabili difficoltosi. Suona come una stroncatura il giudizio del Servizio urbanistica del Comune sul progetto Gregotti per le aree inquinate di Trento Nord. Mentre sulla bonifica pesano ancora enormi incognite. «A febbraio l'atto di indirizzo con lo studio urbanistico potrebbe essere spedito al ministero insieme al progetto di bonifica», annunciava ottimista l'architetto Vittorio Gregotti lo scorso novembre. A leggere i pareri dei servizi comunali pare lecito pensare che i tempi saranno molto più lunghi. Ieri la commissione urbanistica è tornata ad occuparsi dello studio su Sloi e Carbochimica, esaminando le valutazioni dei servizi (urbanistica, ambiente, viabilità, attività economiche, reti) e il conseguente documento di osservazioni che sarà inviato a Gregotti. Il contesto.Dopo le perplessità espresse dalla commissione (su viabilità, parcheggi, centro commerciale) e lo stop della circoscrizione, è severo il giudizio espresso da Giuliano Stelzer, dirigente del Servizio urbanistica. L'architetto evidenzia innanzitutto come il progetto sia slegato dal contesto: «Lo studio unitario non sembra affrontare il tema del rapporto con il contesto circostante. Dal punto di vista funzionale manca un chiaro collegamento con la porzione est della città». Viene rimarcata l'assenza di collegamenti efficaci tra le nuove aree residenziali e quelle esistenti, con il polo degli uffici comunali di via Maccani e con Campotrentino. Lo shop center.Altro nodo critico: il centro commerciale (che attualmente non può essere autorizzato e la cui discussione sarà rinviata alla fase del piano attuativo). Troppi i 20 mila metri quadrati previsti, è stata l'obiezione di molti. Il dirigente non si sofferma sulle quantità ma sulla funzione: «Il centro commerciale appare il vero elemento fondante dello studio ma non sembra siano state studiate soluzioni per renderlo un elemento qualificante dal punto di vista urbano». Sotto la lente di ingrandimento anche il rischio che lo shop center diventi un grande attrattore di traffico e a questo proposito si evidenziano «forti dubbi sull'opportunità di un alta concentrazione di parcheggi (5 mila, ndr) su una viabilità già sovraccarica». Il parco.Previsto da Gregotti sopra il centro commerciale, il parco «appare privo di identità»: «La quota a cui viene posto (8 metri di altezza, ndr) lo isola dal contesto riducendolo ad un parterre degli edifici circostanti e del centro commerciale». Non convince poi la proposta di una gestione del parco da parte dello stesso shop center, perché comporterebbe un controllo sociale limitato. Anche il sistema del verde appare «frammentato in più porzioni, ognuna separata e funzionale solo all'immediato intorno». Ferrovia e viabilità. Viene condivisa l'idea per bypassare la ferrovia ma preoccupa la gestione della copertura del sovrappasso per quanto riguarda la manutenzione e la sicurezza. Dubbi anche sulla viabilità a fianco della ferrovia. Il dirigente del Servizio Bruno Delaiti ritiene necessario uno studio specifico sui flussi di traffico e giudica problematico il collegamento di via Maccani da sud.Infine nel parere del dirigente del Servizio reti Augusto Furlani viene rimarcato che le reti di fognatura che gravitano sull'impianto di depurazione di Trento Nord «non sono ad oggi in grado di ricevere ulteriori carichi», così come andrà realizzato un potenziamento della rete delle acque meteoriche.

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