TRENTO. Aggredito e malmenato per un pacchetto di sigarette. La Bolghera, storico quartiere della Trento “bene”, si dimostra giorno dopo giorno sempre più pericoloso. L'ultimo episodio risale a lunedì sera: vittima un 45enne professionista uscito di casa un quarto d'ora dopo le 23 per comprare le sigarette. La sua abitazione dista poche centinaia di metri dal distributore posto nei pressi della rotatoria di via Gocciadoro: l'uomo aveva in tasca solo gli spiccioli necessari, ha acquistato il pacchetto e poi è tornato sui suoi passi.

Giunto davanti al cancello di casa, è stato avvicinato da due individui alti e di corporatura robusta: «Uno mi ha chiesto una sigaretta, ho percepito la situazione di pericolo e gliel'ho offerta. Quando ho avvicinato a lui il pacchetto, però, ha fatto per strapparmelo. Io ho avuto la reazione istintiva di riprendermelo e lui con una manata mi ha spinto la testa violentemente contro la colonna del cancello».

Il malcapitato ha rimediato un taglio all'arcata sopraccigliare e dei graffi sulla fronte, lasciati dalle unghie dell'aggressore, che si è allontanato assieme all'uomo che era con lui. «Mia mamma abita nell'appartamento di sotto. Sono andato da lei e ho tamponato l'emorragia. È stato un bello spavento, ma niente di grave, tanto che ho rinunciato ad andare al pronto soccorso. Però un fatto simile non mi era mai accaduto: faccio il consulente in vendite e marketing per alcune aziende che lavorano in tutta Europa e spesso vado all'estero, anche nei Paesi dell'Est. Mi è capitato di trovarmi a girare la sera in zone malfamate, con qualcuno che magari mi seguiva, ma me la sono sempre cavata accelerando il passo e cambiando marciapiede. La brutta esperienza è successa a Trento, davanti alla porta di casa mia... Quello che mi preoccupa è che in una situazione simile avrebbe potuto trovarsi mia mamma».

Il professionista sospetta che la coppia potesse avere alzato un po' troppo il gomito. «L'impressione che quell'uomo fosse su di giri e abbia fatto il gradasso. Io non ho alcun pregiudizio verso chi viene da fuori. Se però fa attività illegali non mi va bene, soprattutto se si sente libero di comportarsi in questo modo, sapendo che a Kiev la polizia lo avrebbe messo in galera e qui se la cava senza conseguenze».

Escluso un tentativo di furto: «Non avevo niente con me, se non poche monete. Certo, il mio atteggiamento adesso cambierà radicalmente: prima di uscire di casa mi guarderò attorno venti volte. La Bolghera? Non è l'ultimo episodio inquietante: da una parrucchiera tempo fa era entrato un pazzo con un coltello in mano, un imprenditore che abita vicino a me ha subito dei furti e anche al ristorante di via Gocciadoro hanno fatto dei danni. Di personaggi come quelli che mi hanno avvicinato se ne vedono girare diversi nel quartiere: c'è una comunità dell'Est, forse i mariti delle molte badanti... Il fatto che non ci fosse in giro nessuno a quell'ora non ha certo aiutato. La luce era poca e non saprei neppure riconoscere quei due: avevano il giaccone con il bavero alzato e berrettini tipo basco ed erano alti sul metro e 80, ben piazzati. Il secondo non ha detto né fatto niente: è rimasto in disparte».