TRENTO. È di oltre 100 mila euro il conto complessivo presentato dal gup La Ganga per il blitz No Tav di Mattarello compiuto il 27 ottobre 2015. Ventitré le persone sottoposte a pena pecuniaria, di 5 mila euro per 13 e di 3.750 per gli altri 10 (che hanno beneficiato delle attenuanti generiche). Due invece le persone assolte.

I reati contestati erano di occupazione abusiva e danneggiamento: il gruppo, di area anarchica, aveva invaso il cantiere della società Land Service Srl, allestito per compiere carotaggi preliminari in profondità in vista della progettazione della circonvallazione ferroviaria Trento - Rovereto, ad Acquaviva di Mattarello; aveva poi danneggiato una trivella, distruggendo l’impianto elettrico, tagliando i tubi idraulici, imbrattando i serbatoi del carburante e dell’olio idraulico, rompendo i manometri, il servocomando, le traversine e i tubi a catena, per un danno complessivo che era stato quantificato in 9.825 euro.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Andrea de Bertolini, Giampiero Mattei ed Elena Biaggioni, erano stati raggiunti da un decreto penale di condanna, che però avevano impugnato facendo opposizione. Ieri in udienza preliminare in 23 hanno deciso di rinunciare e di pagare. Le due persone assolte invece si sono difese in abbreviato asserendo di non fare parte del gruppo anarchico, ma di essere dei semplici manifestanti, non coinvolti nei danneggiamenti della trivella.

La pena pecuniaria di 5 mila euro ciascuno è stata comminata a Errico Pavese, Stella Paola Molina, Massimo Passamani, Agnese Trentin, Carlo Alberto Giacon, Luke Molina, Sebastiano Gallina, Sabrina Napoli, Roberto Bottamedi, Stefano Ruggiero Craig Diani, Federica Mattarei, Giulio Berdusco e Luca Dolce; quella di 3.750 euro a Michele Scaini, Anna Ruggieri, Giulia Perlotto, Benedetta Antonucci, Francesco Mangione, Melissa Gaia Sabol, Matteo Nascimben, Francesca Del Fabbro, Daniele Quaranta e Mattia Magagna.

Il progetto era contestato dai comitati No Tav trentini (e non solo) ai quali da tempo si erano aggregati anche gli anarchici. Il blitz era scattato alle 6.30 del mattino: ad entrare in azione per primi alcuni anarchici che avevano raggiunto la trivella - arrivata da poco - dove erano saliti e alla quale si erano incatenati. Fra questi il punto di riferimento del movimento anarchico, Massimo Passamani. Assieme agli antagonisti anche un gruppo di No Tav della zona.

Nel giro di pochi minuti erano arrivati poliziotti e carabinieri e una ventina di attivisti erano stati portati in questura dove erano stati identificati e denunciati per invasione di terreno e danneggiamento. Intanto gli altri sei erano ancora sulla trivella e lì erano rimasti fino a quasi alle 19 quando avevano abbandonato la postazione per partecipare all’assemblea che era stata organizzata nei campi di Acquaviva. Singole responsabilità e danni sono stati accertati in seguito.

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