RIVA. Il bollettino statistico di Ingarda registra che nel 2010, a Riva e nell'alto lago, sono arrivati, alla spicciolata, 1492 cinesi. Turisti? Macchè! Anche se sono finiti nel calderone della vacanza, quei cinesi della Repubblica popolare, sul Garda, hanno fatto di tutto tranne che spassarsela: erano operatori e uomini d'affari delle due Expo Schuh (per la maggior parte) oppure congressisti impegnati in meeting al Pala di punta Lido. Da due giorni, invece - ecco la novità - è ospite dell'hotel Liberty di Riva un gruppo «organizzato» di autentici turisti cinesi. Il primo nella lunghissima storia del Garda trentino.

Ad aprire una breccia su questo mercato completamente nuovo è stato un tour operator irlandese, The Travel Department, che già nell'alto Garda - negli ultimi anni - ha fatto arrivare, con successo, migliaia di clienti dell'area britannica. Occupandosi anche di vacanze in Cina per gli europei - e avvalendosi per questo a Pechino di un intraprendente general manager d'appoggio, il signor Joe Zhou - la Travel ha ben pensato di imbastire un business anche sulla rotta contraria. E l'alto Garda, Riva in particolare, baricentrici rispetto a gite di sicura fascinazione (il lago stesso, Venezia, Verona, le Dolomiti del Brenta, Milano), sono stati scelti per una serie di gruppi di cinesi che da qui al prossimo autunno verranno a sperimentare la vacanza in Italia.

Clientela buona, economicamente benestante (si pensi che già ora circa 100 milioni di cinesi hanno un livello di vita simile alla media europea), disinteressata al vecchio archetipo della vacanza «balneare», ma curiosa e attenta agli usi e costumi dei luoghi visitati. Il primo di questi gruppi «gardesani» - per il debutto accompagnato proprio da Joe Zhou in persona - è arrivato mercoledì sera all'hotel Liberty di viale Carducci, dopo il volo Pechino-Malpensa: 22 persone in tutto, sorridenti al nostro fotografo che è andato a immortalarle, all'indomani, alla partenza della prima gita organizzata, manco dirlo...su un battello della Navigarda.

«E' una vera scommessa anche per noi - ci ha detto Fulvia Perini, rivana, che della Travel è responsabile di zona per la logistica - Stiamo modellando il programma di questi ospiti cinesi in base ad esigenze che andiamo a scoprire giorno dopo giorno». L'idea che già sembra perfetta è quella di prevedere, per tutto il soggiorno (di complessivi otto giorni) e per le escursioni, dei pranzi in ristoranti cinesi: come gli europei devono abituarsi al cibo di Pechino piano piano, lo stesso vale per i turisti del paese della Grande Muraglia. Da scartare, invece, proposte di outlet o di commercio «alla buona».

I primi cinesi organizzati sul Garda hanno già mostrato di gradire prodotti di classe del made in Italy. Sono arrivati con le valigie mezze vuote proprio per fare incetta di «firme» di prestigio. Tutto il resto lo trovano anche a casa... E' un dato, questo, piuttosto incoraggiante, turisticamente parlando. I cinesi della Travel potrebbero rivelarsi vacanzieri di manica larga, come lo erano, negli anni Sessanta, i primi tedeschi, che - come si diceva allora - spendevano e spandevano. Con una caratteristica ancora migliore: infischiarsene del sole e della temperatura (che va comunque bene) e privilegiare l'osservazione della gente e del territorio, senza particolare accanimento culturale. Insomma clienti per tutte le stagioni dell'anno. Una legione potenziale, con la Travel battistrada. Se son rose, fioriranno.