PERGINE. Un radicale rinnovamento quello avvenuto venerdì sera ai vertici di Pergine Spettacolo Aperto. L’assemblea dei soci ha avallato all’unanimità il nuovo corso del festival, mettendo alla presidenza dell’associazione nientemeno che l’imprenditore perginese Flavio Pallaoro, coadiuvato dall’economista Michele Andreaus, nuovo vicepresidente (vedi Trentino di ieri). Una rivoluzione che indubbiamente avrà degli impatti sia nella strategia interna, che nelle relazioni con il mondo istituzionale. La serie di novità è completata dall’entrata nel cda di Michela Strobbe, che si affianca ai confermati Gianluca Filippi, Roberto Filippi, Marco Frisanco e Marcello Pallaoro. Membri aggiunti sono Gabriele Buselli, Emanuele Masi e Ugo Baldessari.

Nessun ruolo di primo piano per Paolo Oss Noser, presidente uscente, visibilmente commosso durante l’assemblea. Oss Noser ha volutamente evitato celebrazioni e pomposi bilanci dei suoi sei anni alla guida del festival, confermando uno stile posato e di sostanza. Dall’assemblea non sono peraltro mancate parole di apprezzamento per il suo prezioso lavoro. Lo stesso Oss Noser ha regalato al neo presidente Pallaoro una cazzuola, «con cui costruire il nuovo Pergine Spettacolo Aperto».

Una nuova pagina, dunque, che avrà un taglio del tutto inedito, come testimonia lo stesso Pallaoro sentito dal Trentino.

Come è arrivato a Pergine Spettacolo Aperto?

«Sono sempre stato vicino a Pergine Spettacolo Aperto. Quando mi è stato chiesto di unirmi al gruppo mi ha fatto molto piacere e ho accettato con entusiasmo».

Presidente, raccoglie un’eredità piuttosto importante e si trova alla guida di una delle realtà culturali più rilevanti a livello provinciale. Una bella responsabilità.

«Non c’è dubbio. Avrò bisogno di un periodo di orientamento, dell’aiuto e del supporto di tutti. Sono molto contento di avere a fianco come vicepresidente Michele e un team affiatato e stimolante. Ma andremo avanti mantenendo la rotta tracciata, cercando nuove sfide e nuove opportunità».

Quindi vedremo delle novità nei prossimi mesi?

«Certamente ci proveremo. Cercheremo di trovare qualche caratterizzazione particolare, qualche nuova modalità di coinvolgimento delle realtà sul territorio, per fare sempre più rete. In un contesto difficile come l’attuale, anche l’interazione tra economia e cultura potrebbe rappresentare uno spunto interessante. Ci lavoreremo».

In questi giorni si sta consumando a livello provinciale un’autentica rivoluzione nell’ambito della cultura. Le convenzioni con la Provincia, compresa quella di Pergine Spettacolo Aperto, stanno saltando. Si aprono orizzonti inquietanti?

«E’ un periodo molto difficile, ma cercheremo di presidiare le posizioni, di lavorare e costruire un Pergine Spettacolo Aperto che rientri tra tutti i requisiti richiesti dalla Provincia. Il suo supporto è fondamentale per la nostra attività, insieme a quello degli altri enti e degli sponsor privati».

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